Il Palio del Drappo Verde, originariamente previsto il 15 marzo scorso, è stato annullato e spostato al 2021. Si tratta di una delle corse su strada più antiche al mondo, e fu citata addirittura nella Divina Commedia.
La corsa del Drappo Verde venne organizzata per la prima volta a Verona nel 1207 per celebrare la vittoria di Verona sui conti di San Bonifazio e sulla famiglia Montecchi. I corridori veronesi vengono menzionati anche da Dante (1265-1321) nella Divina Commedia, Inferno, Canto XV, versi 121-4:
Poi si rivolse, e parve di coloro
che corrono a Verona il drappo verde
per la campagna, e parve di costoro
quelli che vince, non colui che perde.
Dante descrive anche la corsa che avviene nell'Inferno, dove i dannati devono correre in cerchio per l'eternità soffrendo i più atroci tormenti, spinti avanti da insetti che li pungono.La gara di Verona aveva luogo la prima domenica di Quaresima ed era una delle feste annuali alle quali partecipava tutta la cittadinanza. Nel 1393 venne aggiunta una seconda corsa e il primo premio venne cambiato da drappo verde in rosso.Il primo premio per le donne restò un drappo verde.
Camminare può essere considerato pericoloso per l’ordine pubblico. E’ quanto, con tinte fosche, rende il grande scrittore di fantascienza Ray Bradbury (lo stesso di Farenheit 451) ne “Il pedone” (1961). Come sempre Leonard Mead, il protagonista, fa la camminata serale. “Era ormai a un isolato da casa sua quando un’automobile solitaria girò di colpo l’angolo e lo centrò con un violento cono di luce. Al primo momento rimase immobile, poi non diversamente da una falena, accecata dal bagliore, si sentì attratto verso la fonte. Una voce metallica suonò nel silenzio”. “Si fermi. Resti dov’è. Non si muova”. Si fermò. “Mani in alto!”. “Ma…” disse. “Mani in alto!O spariamo!”. La polizia, naturalmente. “Perché è uscito di casa?”. “Per camminare, disse Leonard Mead”. “Camminare!”. “Solo camminare, disse con naturalezza, ma mentre un gelo gli saliva lungo la schiena”. “Camminare, solo camminare, camminare?”. “Sissignore”. “ Camminare dove? A che scopo?”. “Camminare per prendere aria. Camminare per vedere”. “Il suo indirizzo, prego?”. “Saint James street, numero 11”. “E lei ha dell’aria in casa sua, signor Mead, ha un condizionatore d’aria?”. “Si”. “ E ha un televisore in casa, uno schermo da guardare?”. “No”. “No?”. Vi fu un silenzio crepitante, che suonò come un’accusa. “E’ uscito da solo per camminare, signor Mead?”. “Si”. “Ma non ci ha detto per quale scopo”. “Ve l’ho detto: prendere aria, e per il piacere di camminare”. “Lo fa spesso?”. “L’ho fatto per anni, tutte le sere”. L’auto della polizia era acquattata al centro della strada, con la sua gola radiofonica che ronzava fiocamente. “Bene signor Mead”, disse. “Non c’è altro?”, chiese educatamente Mead. “No- disse la voce- è tutto”. Vi fu uno scatto metallico e come un lungo sospiro. Lo sportello posteriore della macchina della polizia si aprì lentamente: “Salga”. “Un momento, io non ho fatto niente!”. “Salga”. “Io protesto. Non avete il diritto di….”. “Signor Mead!”. Leonard Mead avanzò rassegnato, vacillando appena, ma con le spalle improvvisamente curve. Mentre passava davanti al parabrezza guardò all’interno dell’auto. Come si aspettava non c’era nessuno seduto sul sedile anteriore, non c’era nessuno nella macchina. “Salga”. Posò una mano sullo sportello e scrutò sul sedile posteriore, che era una piccola cella, una piccola prigione nera, con le sbarre. “Dove mi portate?”. La macchina esitò, o piuttosto emise un leggero, brevissimo ronzìo e uno scatto: “ Al Centro di Ricerca Psichiatrica sulle Tendenze Repressive”.
""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""