La morte di Donato Sabia
L'atletica italiana oggi è in lutto per la morte di Donato Sabia (classe 1963), mancato all'affetto dei suoi per coronavirus. Donato Sabia è stato primatista mondiale dei 500 m, e ha stabilito la terza prestazione italiana degli 800 m con 1'43"88. Ma, oggi, si fa fatica a parlare di tempi. Donato, dopo una battaglia terribile con il virus, non c'è più....




cato qualcosa...ma sarebbe ingeneroso nei suoi confronti. Migliaia gli episodi da raccontare. Giovanissimo, nel 1995 a Goteborg fa l'ultimo 200 m in 25"1 per stroncare Kalid Skah. Vince il titolo mondiale. All?Olimpiade di Atlanta (di nuovo i 10000 m) tutti si coalizzano contro di lui, ma , nonostante un secondo 5000 percorso in 13'11"6, vince ancora superando Paul Tergat! A Sydney ha un tendine malridotto ma conquista lo stesso il titolo olimpico (e sono due). Vorremo ancora vederlo correre, con il sorriso accattivante al traguardo!
Abdon Pamich ancora adesso è un mito della marcia. Campione olimpico a Tokyo 1964, campione europeo, 40 volte campione italiano. Ha lasciato in "Memorie di un marciatore" (Biblioteca dell'immagine, 2016) ricordi, testimonianze che illustrano un grande cuore, oltre che la classe immensa entrata nell'immaginario sportivo di una città come Genova, dove vestì la maglia della Aaa (Associazione Amatori Atletica). Ancora adesso, i "vecchi" della città lo ricordano quando, alle prime ore del mattino, macinava chilometri in corso Europa. "Abbedon", come lo chiamavano affettuosamente, rammenta i primi passi fatti sotto la guida di Malaspina, il triste primo dopoguerra vissuto da esule istriano, la nostalgia per la città natale, Fiume, oggi la croata Rijeka. Quanta rabbia anche nella vittoria olimpica dei cinquanta chilometri!




Uscito in tempi non sospetti (era il 1978) "Il potere psichico della corsa", dell'americana Valerie Andrews, è un piacevole libro-manuale ricco di consigli riguardanti proprio gli aspetti psicosomatici del correre. Soffrite di ansia? O, peggio ancora, di attacchi di panico? Imparate a correre ascoltando i messaggi che vi manda il vostro corpo. C'è tutta una serie di esercizi introduttivi alla corsa, e non solo. E' presente una rassegna di corse rituali in culture diverse (es.:Bali) dove l'attività fisica è una liberazione della mente.