Boston, 19 aprile 1982...
Sono tantissime le storie e gli episodi legati all'ultracentenaria Maratona di Boston (nata nel 1896). Ricca di dramma l'edizione del 1982. 19 aprile. Fa molto caldo sul classico circuito che, dalle colline e pinete in riva all'Atlantico, porta nel centro della metropoli. e Alberto Salazar ha fretta di iscrivere il nome nell'albo d'oro. Vuole completare l'accoppiata Boston-New York, riuscita solo a Bill Rodgers . Così preme sull'acceleratore fin da primi chilometri. All'inizio della Collina spezzacuore lo seguono solo il grande Rodgers, il messicano Josè Gomez e Dick Beardsley, che l'anno prima aveva vinto a Londra. E' proprio Dick la sorpresa della giornata. I due sembrano incollati l'uno all'altro. Dick allunga? Alberto lo segue. E viceversa . Si avvicina il traguardo fra i grattacieli della City. Salazar parte deciso. Vince in 2h08'52" precedendo di soli due secondi Beardsley. varcato il traguardo, Alberto stramazza al suolo. Viene sorretto da molti (compreso Beardsley) e portato in una vicina tenda da campo. Una leggenda metropolitana vuole che lotti fra la vita e la morte per una terribile crisi di disidratazione. Ce la farà. La vicenda ispirò un libro "Duello al sole".






Talentuoso, insofferente di tatticismi, potente nella falcata. Instancabile. Steve Prefontaine ha incarnato una sorta di Romanticismo atletico, della corsa libera e nel verde del suo Oregon (non a caso gli dedicarono un percorso, il Pre's Trail). Steve Prefontaine, poco più che ventenne, stabilì il nuovo record Usa dei 5000 m in 13'22"8, allora terza prestazione mondiale. Ma chissà cosa inseguiva Steve, o quale fosse la smania che lo possedeva, e che gli fece anticipare la volata in quella beffarda finale di Monaco'72, sempre sui dodici giri e mezzo...Quarto per un'inezia! Il libro di Marco Tarozzi "La leggenda del re corridore" (Bradipo, 2006) è un'interessante biografia sul James Dean del mezzofondo mondiale, morto in incidente stradale il 30 maggio 1975.



accusa contro un genocidio.