Quezzi, alle spalle di Marassi, non è propriamente quartiere sintomo di ecologia e benessere psicofisico, avendo subito una massiccia cementificazione soprattutto negli anni sessanta. Però, con un pizzico di umiltà, è possibile trovare percorsi che, magari in maniera insospettabile, portano in alto, vicino alla cinta dei forti. Abbiamo selezionato qualche itinerario.
1) Circuiti nella Madonna del Monte. Da via Amarena, quartiere di San Fruttuoso, una salita aspra porta in prossimità del piccolo parco del Santuario della Madonna del Monte. Là dentro si possono percorrere sentieri sterrati, praticamente sempre all'ombra, che sono pittoreschi saliscendi molto adatti al trail. Certo, occorre fate attenzione alle pietre e ai detriti, ma ne vale la pena.
2) Madonna del Monte, Camaldoli, Cava ex cementifera. Sempre dalla Madonna del Monte parte una creuza, all'inizio dalla pendenza severa, che poi diventa pianeggiante in località Pianderlino. Da lì, diversi tornanti in salita conducono presso il Convento dei Camaldoli. Di lì, un sentiero sterrato, magnifico, attraversando boschi, porta a poco a poco in salita verso la Cava di Forte Ratti, punto panoramico dal quale ammirare uno splendido panorama cittadino. Sono circa cinque chilometri in salita.
3) Forte Ratti- Torretta di Quezzi.Dall'area di Forte Ratti si scende verso Quezzi alta, attraverso sentieri a volte pietrosi, e in generale non bene mantenuti. Peccato, perchè, finita la discesa, si può intraprendere il saliscendi che conduce in prossimità della Torretta di Quezzi, altro punto molto panoramico. Sono circa quattro chilometri
Argento agli europei del 1982 di Atene sui 10000 m; argento a Helsinki, 1983, quando il verdetto è incerto fino al traguardo, e guardacaso a precederlo è sempre Alberto Cova....i destini di Werner Schildhauer, ex tedesco est e poi capace di vestire la maglia della Germania riunificata, si sono incrociati spesso con quelli dell'Alberto nazionale. Temperamento grintoso, Werner partiva con una volata lunga che, spesso , faceva sfracelli, con gli ultimi 800 m, ad esempio, in 2'00"00. Ebbe la sfortuna di trovare sul suo cammino un mezzofondista ancora più forte, capace di un rush corto praticamente infallibile: il Cova dell'urlo di Paolo Rosi. Ebbene, il 28 maggio 1983, a Jena, Schildhauer corse i 10000 m in 27'24"95, record nazionale. Durò 14 anni....