Sauro Ivani, da qualche anno, è il responsabile tecnico del settore giovanile dell'Universale Don Bosco. Chiaramente, dopo il brusco ridimensionamento dell'attività in seguito a lockdown, la società è ripartita perseguendo, fra gli altri, un obiettivo nobile: la ricerca di percorsi alternativi e di spazi. "Dal prossimo lunedì torneremo a Villa Gentile- spiega l'apprezzato tecnico-nel frattempo abbiamo quantomeno scoperto e utilizzato nuovi tracciati. Ad esempio, ci siamo allenati sulla fascia di Prà, sulle salite della Bocchetta. Vicino all'Ipercoop di Bolzaneto, (zona che, all'apparenza, è congestionata dal traffico-ndr) abbiamo scoperto un anello di circa 400 m con saliscendi". Poi, un cavallo di battaglia che non è mai passato di moda: "Una salita di 500 m pedalabili vicino a Villa Gentile. Si tratta di una metodologia di allenamento che mi trova concorde". I giovani Abdi Bambi, Ludovico Vaccari, Minafra si sono adattati. "Il problema non è adattarsi, quanto quello di non avere obiettivi . Se i ragazzi non competono, rischiano di abbandonarsi alla demotivazione. Le gare virtuali? Non sono il mio massimo, comunque, in mancanza di altro...."
Il Giro del Monte Reale, alture di Ronco Scrivia, è sempre stato all'insegna di "Lassù, messere, si domina la valle". Da Ronco Scrivia fino a 920 metri di quota, accolti, sul punto più alto, dalla severa sagoma dell'aquila. Gli inizi furono regionali, ma ben presto vinsero la gara nomi della corsa in montagna come l'imperiese Bernardo Ascheri, uomo da primi dieci della Sierre Zinal, quindi "guru" Vittorio Medica, il plurivincitore Bruno Peluffo, fino a "crazy horse" Rosolino Damele, atleta bravo in tutto, dalla corsa in montagna alle siepi alla maratona. Neglia nni ottanta la gara diventò prova di campionato nazionale ed ecco arrivare scalatori mondiali come Fausto Bonzi, Privato Pezzoli, Alfonso Vallicella...un pezzo di storia della montagna ita
liana.