Intervista a Simone Regazzoni podista e filosofo
SIMONE REGAZZONI- FILOSOFIA E CORSA POP
“Le mie considerazioni partono dai filosofi greci, dai classici come Platone. Le opere principali del grande greco partivano dalla palestra. Fu il primo a parlare di “postura ideale”, a precorrere i tempi”. Parla in modo febbrile, è un fiume di parole Simone Regazzoni, filosofo 40enne allievo del franco algerino Jacques Derrida, attualmente docente all’Irpa di Milano sotto la guida di Massimo Recalcati. Fa venire in mente, con il modo appassionato, le lezioni di Michel Foucault: “Platone è conosciuto come un precursore dell’Idealismo, del corpo come prigione dell’anima.Molta della filosofia parte da questo assunto. In realtà nel dialogo “Timeo” è lo stesso Platone a affermare come l’anima si possa perdere, senza il contributo del corpo. In altri Dialoghi Platone parla con allievi che ne vengono da una seduta di corsa. Il nome Platone deriva da “ampie spalle”, e sottolinea come si raccomandasse di fare esercizio fisico. Lui era specializzato soprattutto nella lotta. Ne “La Repubblica” e “Le Leggi” è lo stesso Platone a parlare di dieta, nel senso di regime alimentare e stile di vita. Parlerei di Filoponia”. Gli chiediamo di approfondire l’argomento: “La Filoponia è l’amore dell’esercizio fisico. Chi ha sperimentato fisicamente la paura, la fatica, la stanchezza, è in grado di affrontare la realtà, e quindi di essere un bravo cittadino. In molte opere di Platone c’è molta fisicità, a dispetto di concetti come “amore platonico”. Quando Platone, ad esempio, descrive la morte di Socrate, descrive l’irrigidimento dei piedi, degli arti. Quindi parte dalle nostre appendici, dalle parti più legate al contatto fisico con la terra”. Un tema ripreso sorprendentemente, secoli dopo, da Friedrich Nietzsche, grande studioso dei filosofi greci e della Tragedia: “Nei suoi scritti Nietzsche parla dello stato di beatitudine dopo sei ore di camminata; egli stesso consiglia passeggiate. Restando in ambito germanico, Richard Wagner si sentiva ispirato dopo scalate in montagna. Provava un senso di ascesi”. Regazzoni ha studiato David Thoreau, l’autore di “Camminare”: “Qui il sentimento preponderante è quello del contatto con una natura selvaggia, incontaminata, la cosiddetta “wilderness”. Lui si costruisce una casetta in una località sperduta sui monti, e adotta uno stile filosofico lontano dagli “studiosi da tavolino". Ed è forse questo il concetto di filosofia “pop”. “Nelle mie lezioni di Filosofia a Torino portavo gli studenti a a passeggiare nei parchi. I filosofi peripatetici (antica Grecia-ndr) asserivano come, al termine di passeggiate, si sviluppassero pensieri elevati”. Regazzoni corre da qualche anno: “Corro non più di dodici chilometri. Lo faccio per una questione cardio, per il benessere fisico. Sarà forse banale nel dire che, dopo una corsa sull’Acquedotto Storico (periferia nord in Valbisagno a Genova-ndr), provo una sensazione di benessere unica”. Fondamentale è stata la frequentazione di Regazzoni a Parigi con Jacques Derrida, autore di testi fondamentali come “Spettri di Marx”. “Ne “La carte postale” Derrida a un certo punto della corrispondenza amorosa con la fidanzata dice: “…Non ce la faccio più, vado a correre”. Siamo nel 1977, agli inizi del boom della corsa: Jacques aveva giocato a calcio in una squadra di Algeri. A Laguna Beach, negli Stati Uniti, andava a fare lezioni in skate board. E correva.E’ stato il fondatore della “decostruzione” filosofica. Il modo pop di fare filosofia è partito da Umberto Eco, che ho conosciuto, da Gramsci, da pensatori che si sono accostati senza arroganze alla cultura di massa. L’azione della filosofia è carnale”. E la corsa è fatta di ossa, carne, corpo…….
SIMONE REGAZZONI. E’ nato a Genova nel 1975. Dopo la Laurea in Filosofia, ha studiato a Parigi sotto la guida di Jacques Derrida (Algeri 15.07.40- Parigi 09.10.04), filosofo, scrittore e epistemologo, noto per la teoria della “Decostruzione” del pensiero. Ha insegnato presso l’Università Cattolica di Milano. Attualmente è incaricato di un corso presso l’Irpa di Milano con Massimo Recalcati. Fra i suoi libri “La Filosofia di Harry Potter”, Ponte alle Grazie, 2017 e “Jacques Derrida, il desiderio della scrittura”, Feltrinelli, 2018. La sua ultima fatica, “La palestra di Platone- la filosofia come allenamento”, è uscita negli ultimi giorni di settembre’20 per i tipi di Ponte alle Grazie.
Danilo Mazzone 







Nell'arcipelago delle Azzorre, sugli aspri rilievi vulcanici di un avamposto di terra conosciuto dai grandi navigatori, domenica 1 novembre si è conclusa la terza tappa del circuito Golden Trail Championship, organizzato dalla Salomon, manifestazione internazionale di trail e ultratrail. Oggi Francesco Puppi (Nike) è giunto quinto e attualmente si trova in settima posizione complessiva; seguono William Boffelli, 18° e Riccardo Borgialli, 16°. In campo femminile è 16° Maria Dimitra Theocaris (Salomon). Leader della classifica il polacco Bart Przedwojewsky e la svizzera Mathys Maude.
E' domenica 2 novembre 1986. L'anno prima, a Chicago, Gianni Poli aveva vinto in 2h09'57", nuovo record italiano in maratona, primo nella storia a scendere sotto il limite di 2h10'00". Ma proprio in quei giorni il fortissimo mezzofondista bresciano, allenato dal cardiologo Gabriele Rosa, intuì che la fama sarebbe potuta venire dalla Maratona di New York. Così, alla partenza dal ponte di Verrazzano, Gianni si mise nel gruppo di testa che comprendeva Orlando Pizzolato, il mitico Robert De Castella, campione mondiale in carica, detentore della migliore prestazione di tutti i tempi, il keniano Ibrahin Hussein, non ancora l'uomo delle affermazioni consecutive a Boston.Era De Castella a avere corso, in quell'anno , nel miglior tempo stagionale, 2h07'51" a Boston, una gara favolosa...."Eravamo rimasti De Castella e io (scrive Poli nel libro "Correre la vita"-ndr) Non potevo pensare di metter sotto l'australiano , il campione del mondo, ma le gambe giravano più rapide e leggere del ragionamento...". De Castella scivola indietro, Gianni aumenta il ritmo, ben oltre il trentesimo chilometro. E alla fine trionfa in 2h11'06" ! La sua vittoria finisce sugli schermi di Domenica In....
. Nelle prime due giornate da notare il primo posto M70 di Roberto Plaser nella dieci chilometri di marcia, e gli argenti M60 della staffetta composta da Gianfranco Belluomo, Giovanni Tracanelli, Stefano Binaconi, e di Anna Maria Famea nella categoria W50 della dieci chilometri di marcia. Ecco i migliori risultati. Campionati europei master su strada- Marcia 10 km- Uomini: 1° Steffen Borsch (Ger-M45) 51’29”; 2° David Durand-Pichard (Fra, M45) 52’02”; 3° Alex Andre Monteiro (Por-M45) 52’13”: 13° Gianni Siragusa (6° M50) 58’11”; 20° Franco Degli Esposti (4° M60) 1:01’11”; 23° Roberto Plaser (1° M70) 1:03’23”. Nazioni- M50: 2° Italia. 10 km strada: 1° Sergio Salinero Miguel (Spa- M35) 30’49”; 2° Conrad Franks (Gbr-M35) 31’52”; 3° Javier Diaz Carretero (Spa-M40) 32’14”; 44° Gianfranco Belluomo (4° M60) 38’08”; 66° Stefano Bianconi (10° M60) 41’10”; 81° Roberto Moretti (12° M55) 44’12”; 89° Carlo Ciaccia (13° M55) 48’04”. Staffetta campestre 3x2 km: 1° Portogallo M50 (Ferreira-Prasas-Figueredo); 2° Portogallo M35; 3° Portogallo M40; 13° Italia (2° M60, Giovanni Tracanelli-Gianfranco Belluomo-Stefano Bianconi). Donne- Marcia 10 km: 1° Felicidade Rosa (Por-W40) 56’36”; 2° Andreia Freitas (Por-W35) 57’28”; 3° Sonia Quelhas (Por-W40) 57’37”; 9° Anna Maria Famea (2° W50) 1:07’23”. 10 km strada: 1° Miriam Pauret (Ger-W35) 37’30”; 2° Sandra Conceicao (Por-W40) 40’04”; 3° Maria Josè Puejo (Spa-W50) 40’34”; 25° Marilda Tedesco (6° W50) 47’01”. Staffetta campestre 3x2 km: 1° Romania W35 (Sladaru-Albu-Alexandru); 2° Portogallo W40; 3° Gran Bretagna W35.