Da Portofino ad Azafi
Camminare insieme: dal cuore della Liguria agli altopiani del Togo
Sono Paola Gazzano, genovese silenziosa e un po’ schiva, ma profondamente innamorata delle persone, delle differenze e delle sfide. Amo la natura, la sua forza tranquilla e la sua capacità di rivelare l’essenziale.
Da sempre mi occupo di organizzazione aziendale, di leggi, di impresa e di persone: un mestiere che può sembrare arido, ma che in realtà mi ha insegnato a guardare gli orizzonti, a capire che dietro ogni regola ci sono volti, storie, vite.
Pochi anni fa, il destino mi ha fatto incontrare padre Felice, un uomo di fede profonda e di straordinaria concretezza. La sua energia, la sua fiducia incrollabile nel bene e nella Provvidenza mi hanno colpita nel profondo. Attraverso di lui ho conosciuto Azafi, un piccolo villaggio nel cuore del Togo, dove la povertà è reale ma la dignità è immensa, dove i sorrisi dei bambini raccontano una speranza che non conosce resa.
Abbiamo scelto di adottare quel villaggio, contribuendo alla nascita di una scuola e di un poliambulatorio. Ora più di due cento bambini ricevono un pasto e possono studiare, e le donne, finalmente, partoriscono in un ambulatorio. Sono piccoli grandi miracoli di umanità.
A Natale 2024 ho deciso di andare là.
Volevo capire, vedere con i miei occhi, incontrare un mondo che vive con poco ma dona tanto. Ho abbracciato decine di bambini, ho camminato tra case di fango e sorrisi sinceri, ho sentito il calore delle mani che stringono per ringraziare. Mi sono sentita piccola, bianca, fortunata, ma soprattutto non indifferente.
Da quel viaggio sono tornata diversa: più consapevole, più grata, più viva.
E poi c’è la Liguria, la mia terra, con i suoi sentieri che si arrampicano tra il mare e il cielo. Qui, il Trail di Portofino è diventato per me più di un evento sportivo: è una metafora del cammino della vita. Correre o camminare lungo quei sentieri è come ripercorrere la mia esperienza in Togo — salite faticose, discese dolci, panorami che tolgono il fiato.
Nel Trail, come nella solidarietà, si va avanti insieme: chi più veloce, chi più lento, ma con lo stesso sguardo rivolto avanti, con lo stesso desiderio di arrivare, di non lasciare indietro nessuno.
Ogni passo in quei boschi liguri mi riporta agli occhi dei bambini di Azafi, al sorriso di padre Felice, alla certezza che camminare fa bene al corpo, ma donare fa bene all’anima.
Perché la vera corsa non è quella che si misura in chilometri, ma quella che si compie dentro, ogni volta che scegliamo di metterci in cammino per qualcuno.
E io continuerò a farlo, con cuore leggero e passo deciso, tra le colline di Portofino e i sentieri polverosi dell’Africa.
Perché, ovunque ci porti la vita, camminare insieme è il modo più bello per non smettere mai di credere.

