Antibo, 18 luglio 1990...

18 luglio 1990. In diciottomila al "Dallara" di Bologna. Giocano Bologna e Parma in un derby emiliano-romagnolo? No. Salvatore Antibo tiene tutti con il fiato sospeso in un 5.000 dove, con l'aiuto delle lepri, cerca il nuovo record con la rabbia. La rabbia del tentativo fallito a Oslo qualche settimana prima, quando chi lo doveva aiutare gli fu da ostacolo. Così, Mauro Biagetti, che gli dovrebbe tirare il primo mille, viene scavalcato da "Totò", come lo chiamano in molti sulla scorta dei goal di Totò Schillaci (Rip) delle notti magiche. E qualche attinenza con il calcio esiste, come ci racconta Daniele Menarini, tuttora responsabile editoriale di "Correre"...Alla fine Antibo, con gara da front runner, trionfa in 13'05"59, nuovo record italiano. “Lo stadio di Bologna, appena uscito dai Mondiali di calcio, era gremito. Salvatore Antibo era carico, perché qualche giorno prima, a Oslo, le lepri non avevano fatto il loro dovere e l’appuntamento con il record italiano era stato rimandato. Gli organizzatori avevano preparato come pacemaker Mauro Biagetti, che l’avrebbe accompagnato ai primi mille,e altri due africani ai tremila”. E invece Totò non si fida. Dopo 600 metri è già da solo. Addirittura ai duemila, con 5’13”36 , è vicino al mondiale di Aouita. Poi, la solitudine e la fatica lo fanno chiudere in 13’05”59, nuovo record nazionale, cinque secondi in meno di Cova. “Alla fine Salvatore mi raccontò che lui e il fratello a Altofonte erano chiamati “Pulici e Graziani”. Solo dietro insistenza dell’insegnante di ginnastica andò a Palermo a fare un provino, a soli 14 anni, con il tecnico Gaspare Polizzi. Con i pantaloni lunghi e scarpe certo non consone superò il gruppo dei mezzofondisti in un 1.000 metri. Dopo una pausa, un duemila in 5’56”. Qualche giorno dopo, Gaspare Polizzi andò a bussare alla porta di casa Antibo. Iniziò tutto così”.

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