Portofino Marathon: una corsa sempre più internazionale. Lombardia prima per numero di partecipanti
La Portofino Marathon si conferma un evento sportivo capace di unire paesaggio, competizione e partecipazione internazionale. Il percorso con partenza da Rapallo e arrivo a Santa Margherita Ligure — passando per il magnifico scenario del Parco di Portofino — continua a richiamare atleti di ogni livello, dai professionisti agli appassionati.
La provenienza dei partecipanti: Lombardia in testa
Un dato particolarmente interessante dell’edizione di quest’anno riguarda la provenienza dei runner, che racconta la forte attrattiva dell’evento ben oltre i confini liguri.
La regione più rappresentata è la Lombardia, che guida con un numero di iscritti nettamente superiore alle altre. A seguire, in seconda posizione, troviamo la Liguria, che dimostra un forte coinvolgimento del territorio ospitante sia a livello agonistico sia amatoriale.
Procedendo nella distribuzione geografica, le regioni e i Paesi più presenti sono:
Regioni italiane
Partecipazione estera
L’evento registra anche un flusso crescente di runner stranieri, provenienti da Europa, America, Africa e Oceania. In ordine di presenza:
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Francia
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Polonia
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Svizzera
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Inghilterra
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USA
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Austria
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Argentina
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Slovenia
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Germania
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Belgio
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Olanda
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Russia
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Taiwan
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Nuova Zelanda
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Brasile
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Gambia
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Kenya
La presenza di Paesi come Kenya e Gambia conferma anche la partecipazione di atleti provenienti da nazioni con una lunga tradizione nel mezzofondo e fondo.
Un mosaico umano che valorizza il territorio
La varietà delle provenienze rende la Portofino Marathon un vero mosaico internazionale. Molti atleti scelgono la gara non solo per la competizione ma anche per l’opportunità di vivere una destinazione unica come il Tigullio in una stagione di calma e grande fascino.
Il risultato è un evento che unisce sport, turismo e cultura, trasformando la maratona in una vetrina internazionale per Portofino, Rapallo e Santa Margherita Ligure.
Sono a Venezia, con uno stand per promuovere le gare dell’Atletica Due Perle.
Una ragazza dall’aspetto gentile si avvicina: a prima vista sembra un po’ timida, ma il suo sorriso trasparente illumina il volto. Mi porge un biglietto da visita.
«Lavoro per una società che produce medaglie. Ti può interessare? So che organizzi delle belle manifestazioni in Liguria.»
Prendo il suo biglietto volentieri e lo infilo nel portafoglio.
Passa qualche tempo e arriva il turno di Verona. A un certo punto sento chiamarmi. È Miriam, la ragazza delle medaglie! Il suo aiuto è prezioso: lo stand è invaso di maratoneti che chiedono informazioni.
Poi, con calma, mi racconta:
«Nel mondo della corsa, e dello sport in generale, esiste un oggetto piccolo ma allo stesso tempo potentissimo: la medaglia.
Per molti può sembrare solo un ricordo da appendere al muro.
Ma per chi corre, per chi allena corpo e mente ogni giorno, per chi trasforma la fatica in un traguardo, la medaglia è molto di più.
La medaglia, soprattutto per il runner, è un simbolo di sacrificio e conquista.
Quando un runner taglia il traguardo, spesso le lacrime arrivano prima delle parole. Sono lacrime che raccontano allenamenti interminabili, spesso sotto la pioggia; chilometri macinati all’alba; rinunce, ostacoli, infortuni superati e una determinazione che, passo dopo passo, ha costruito la strada verso quel momento.
In una gara – che sia una mezza maratona, una maratona o un ultratrail – l’impegno non nasce il giorno della competizione.
Nasce mesi, a volte anni prima.
Ed è per questo che, quando la medaglia viene finalmente messa al collo, non rappresenta “solo” la conclusione della gara: rappresenta tutto il percorso che l’ha resa possibile.
È il simbolo di un viaggio personale, unico.
Dietro ogni medaglia c’è un lavoro che spesso il partecipante non vede:
un progetto, un concept, una storia da raccontare.
Le medaglie non sono mai tutte uguali, perché non lo sono le gare. Molte competizioni nascono per sostenere cause sociali, sensibilizzare su temi importanti, valorizzare il territorio o ricordare eventi speciali.
Ogni medaglia trasmette un significato: è un ponte tra l’atleta e l’identità della gara.
Nel mio lavoro – commerciale in un'azienda produttrice di medaglie – mi impegno ogni giorno a dare forma e materia alle idee dei nostri clienti.
La nostra missione è raccogliere la loro visione, ascoltare i dettagli, comprendere l’anima dell’evento e racchiuderla in un oggetto che possa emozionare chi lo riceve.
La medaglia diventa così un contenitore di valori:
• il valore della fatica del runner,
• il valore del progetto della società,
• il valore della cura e della creatività nella sua realizzazione.
La medaglia non è mai solo una medaglia.
Quando un atleta la stringe tra le mani, stringe il peso di ciò che ha conquistato.
Quando una società organizza un evento e sceglie una medaglia personalizzata, sceglie di raccontarsi attraverso di essa.
Quando noi la realizziamo, sappiamo di contribuire a un ricordo che accompagnerà una persona per sempre.
Perché, alla fine, la verità è semplice: una medaglia è l’essenza di un traguardo».
Capisco i valore della medaglia, io che avrei corso solo per il piacere di correre ma la medaglia ... è anche un modo per dire grazie ad ogni maratoneta che ha partecipato alla mia manifestazione.
Miriam Tedesco è una garanzia lavora per Witisi Sport GmbH
Miriam Tedesco
Business Development Manager
T: +39 3298926341