Trail del Monte di Portofino, 8 dicembre 2019

Mezza delle Due Perle, 2 febbraio 2020

Per....correndo il centro storico

Se ci fosse un campionato italiano su strada dei centri storici, Chiavari sarebbe in pole position. Non sappiamo se la gara “faccia sistema”, come si dice adesso, ossia se venga valutata un’opportunità anche al di fuori del ristretto ambito sportivo, fatto sta che “Per….correndo il Centro Storico”, in programma venerdì 26 giugno sotto l’organizzazione dei Maratoneti Tigullio, offre sempre un bello spettacolo  a “Ciavai”.Si tratta di una corsa su strada Fidal di sei chilometri suddivisa in batterie. Alle 20.30 parte la prima. Sei chilometri nelle viuzze e carruggi chiavaresi con accelerazioni, variazioni, volate: la corsa è sempre stata uno spettacolo ed è sempre stata gratificata dalla presenza di bei nomi come Armando Sanna, Unai Castrillejo, e tanti altri. In contemporanea si disputa anche una non competitiva di tre chilometri.Premi per i primi tre classificati (uomini e donne) e per i primi tre delle numerose categorie d’età La competizione fa anche parte del circuito Uisp.

A Genova dove correre........

C’è sempre una grande voglia di correre a Genova e dintorni. Si vedono podisti delle più svariate ambizioni correre su strada, su sentieri sterrati, sulle colline, magari per il solo desiderio di mantenere un adeguato stato di forma. Cerchiamo di fare una cosa gradita proponendo una mappa dei percorsi più popolari, da più facili a quelli più impegnativi.

CORSO ITALIA. Ancora adesso conserva il suo fascino di “promenade” (passeggiata) podistica adatta a tutti. Il marciapiede largo va bene come approccio per i principianti e anche per le donne. Dal piazzale Kennedy fino alla chiesa di Boccadasse si percorrono 2,7 chilometri con la sola ondulazione della salita di Punta Vagno. Nota negativa: quando piove le piastrelle diventano scivolose.

AREA EXPO’. E’ la novità di questi ultimi anni. Ci sono dei percorsi misurati, praticamente pianeggianti, nell’area Expò. Uno, esattamente di un chilometro, gira attorno ai Magazzini del cotone. Se si prolunga l’itinerario verso la zona della facoltà di Economia e commercio, si corre per almeno tre chilometri. Il percorso è adatto anche ai principianti.

PASSEGGIATA A MARE DI NERVI. Magnifica passeggiata che, dal porticciolo fino a Capolungo, è lunga circa tre chilometri.Necessita di qualche allenamento in più, perché presenta qualche saliscendi impegnativo.

PERCORSO DELL’ACQUEDOTTO. Consiste in diversi tratti, il più breve dei quali lungo almeno due chilometri: il percorso parte da Staglieno e, a percorrerlo tutto, arriva fino al confine con il comune di Davagna per un totale di circa venti chilometri. Si corre vicino ai boschi, passando su ponti romani.Una recente ristrutturazione lo ha reso adatto a tutti, eliminando buche pericolose .

FASCIA DI RISPETTO. A Prà si può correre su un percorso misurato nella cosiddetta Fascia di rispetto. Senza asperità, lo si può considerare adatto a tutti.

RIGHI E DINTORNI. Un classico della zona del Righi è il percorso ginnico nuovo del Peralto: si sviluppa in una zona ombrosa e fresca, vicina al Belvedere, con qualche falsopiano. E’ lungo 1,1 chilometro e si può considerare adatto a tutti. Più impegnativo perché pietroso in certi tratti è l’itinerario Baracche- Trensasco. A percorrerlo tutto si fanno 10,4 chilometri. Parte invece da Oregina il percorso vecchio del Peralto, dove si alternano salite a discese , tratti sterrati e asfaltati, per un totale di 1,3 chilometri. Adatto a podisti più allenati.

STRADA DI S.ANTONINO. Da via Carso (sotto il parco del Righi) si snoda la strada di S.Antonino, un itinerario a saliscendi che, a percorrerlo tutto, porta verso il Cimitero di Staglieno passando in pratica sopra al tracciato della ferrovia Genova-Casella. Otto  chilometri fra andata e ritorno. Ricco di saliscendi e quindi adatto a podisti allenati.

VIE ANTICHE ROMANE DI QUARTO E QUINTO. Altro percorso di saliscendi che si sviluppa a partire da lle vicinanze del campo scuola di Villa Gentile ( a Sturla). Si va verso via Carrara, via antica Romana di Quarto, via Antica Romana di Quinto. Si arriva quasi a Nervi passando per creuze ricche di fascino. Circa otto chilometri fra andata e ritorno. Naturalmente ci si può poi ricollegare al lungomare di Levante, adatto ai principianti nei suoi tratti più conosciuti (via Quarto, via cinque maggio): ma attenzione al traffico veicolare.

STRADA DELLA VAL VARENNA. Da Pegli si va su in salita (dura l’ultima parte) percorrendo una valle dal grande valore ambientale. Si percorrono circa nove chilometri. E’ però adatto ai più allenati. Attenzione al traffico.

Un genovese e Bikila-2° parte

Anche l’atmosfera solenne, con la partenza vicino al Monumento del Milite Ignoto, faceva venire il magone. Il colpo di pistola è stato una liberazione”. Una partenza da temerari, quasi da incoscienti,  tanta era l’adrenalina addosso. Un tuffo in un bagno di folla, assiepata dietro alle transenna. Le fiaccole illuminavano un percorso antico: “ Sono passato in 31’30” ai primi dieci chilometri con il gruppetto di testa. Non sentivo niente. Ero vicino a Popov e Magee. Qualche chilometro dopo, Abebe sbuca dal nulla, dal buio con il marocchino Rhadi. Correva leggero, senza faticare, concentrato”. Come nelle sequenze indimenticabili de “Il maratoneta”. Lì c’è già il Bikila con le scarpe delle Olimpiadi di Tokyo, unico uomo (insieme con l’ex DDR Waldemar Cierpinski) a vincere la maratona olimpica due volte consecutive. Almeno nelle prime fasi Silvio è con lui. “Qualche mese prima avevo vinto una gara di 33 chilometri a Cittadella di Padova. Subito in testa e via. Era una preparazione sommaria, lontana da quelle di oggi. La gara dei 42,195 chilometri era considerata una pazzia. I tecnici della Nazionale la facevano fare ai mezzofondisti con troppa superficialità”. L’atleta scalzo, avrebbero poi rivelato le riviste, al di là dell’aspetto naif, aveva svolto una mole di lavoro ingente nell’Amba di Entoto, 2.000 metri di quota a circa trenta chilometri da Addis Abeba. Il tutto in solitudine, sotto la guida dello svedese Niskanen: “ Chiamavano anche me lupo solitario quando partivo da Creto verso Montoggio, dall’albergo dove Catto della Trionfo Ligure, un mecenate, praticamente mi pagava la stanza. Non c’erano né nebbia che freddo che tenessero. Ogni tanto da Roma arrivava una specie di diaria, si “assegno della bistecca”, come lo chiamavo.Al trentesimo chilometro nessuno scherza più sulla sagoma ossuta e scalza di Bikila, che sfilaccia con un allungo imperioso il plotoncino dei favoriti. Gli resiste solo un altro africano, il marocchino Rhadi. Gli altri sono figure ingobbite dalla fatica, illuminate dalle torce su un percorso spettacolare ma insidioso. “A dir la verità, uscendo fuori dalla retorica, fu un percorso bello fino all’Appia Antica. Lì, troppo ciottolato, troppo asfalto dissestato. Chissà come ha fatto Bikila a vincere…Nel 1965, quando gli assegnarono il Premio Colombo a Palazzo Tursi, gli dissi che c’ero anch’io a Roma. Si congratulò, aiutato dall’interprete, ma fece una faccia come a dirmi: “ma hai beccato 15 minuti!”. E l’Africa per la prima volta vince una medaglia, con Abebe che arriva primo sotto l’Arco di Costantino in 2h15’16”, nuovo record mondiale. Silvio chiuderà onorevolmente in 2h31’54”  al 32° posto. Sono passati 50 anni, ma Bikila (nome che in aramaico significa “fiore che cresce”) è ancora considerato il più grande di tutti tempi nella storia di questa specialità di geniali faticatori. Quando glielo facciamo notare. Silvio sorride soddisfatto, come chi abbia condiviso, in quella calda e appassionata serata romana, l’inizio di un mito.

    

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Un genovese e Abebe Bikila-1° parte

Dieci settembre 1960, Roma. Parte dal Campidoglio, verso le 17.30 di un caldo pomeriggio di fine estate, con un tipico ritorno di canicola, la maratona delle Olimpiadi. La gara che, tradizionalmente, suggella i Giochi. Molti non sanno ancora che quella sarà la Maratona. Il mito dell’Africa di invincibili, imbattibili corridori, dell’Etiopia che sforna grandissimi mezzofondisti, inizia proprio quel giorno.C’è anche un genovese, dal fisico filiforme ma dalla classe immensa, dalla volontà di ferro, sulla linea di partenza della gara che tocca i luoghi più belli della Città Eterna: Silvio De Florentiis. Il padre, Umberto, era giunto ottavo nei Campionati Europei di  Parigi del 1938. L’atletica era una tradizione per questa  famiglia  di artigiani (parrucchieri) immigrati da Penne, Abruzzo. “Non credevo ai miei occhi. Ero lì, con il russo Popov, il belga Vandendriessche, l’inglese Kelly. Mi sembrava di essere in una favola, tanto più che avevo letteralmente preso per i capelli l’unica maglia azzurra a disposizione, vincendo la qualificazione di Mondovì a spese di Tommaso Assi. Era un sogno partire in quella gara”. Classe 1936, sembra percorso da una corrente elettrica quando ricorda dalla sua casa di Quinto  gli anni ruggenti: “ In quei momenti avrei voluto attirare da quelle persone tutto il meglio. L’atletica per me è stata una seconda moglie. Leggevo su riviste programmi di preparazione. Non mi stancavo mai”. La maglia azzurra delle Olimpiadi di Roma era una grande conquista per l’ex ragazzo della Sant’Ugo, società di Oregina: “All’epoca vincevo quasi tutte le Bissolati. Aveva iniziato così”. Chilometri macinati al Pio XII, sulla pista del vecchio impianto di Cornigliano: “Andavi a fare la doccia e sputavi polvere rossa. Erano gli effetti dell’inquinamento delle acciaierie”. Una Genova che rinasceva dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale, un’Italia che aveva cercato il rilancio anche dalla rassegna a cinque cerchi. Dove arriva l’imprevisto: “Nelle fasi di riscaldamento notiamo un atleta africano magrissimo. Era sconvolgente. Poi ci colpì il fatto che fosse scalzo: “ Questo è impazzito- mi dicevo- rischia di farsi male con tutti i cocci di bottiglia che sono sul percorso”. E’ il grande Abebe Bikila. Si fa notare per i piedi scalzi. In realtà non lo conosce nessuno.”Ero tanto emozionato da farmela letteralmente addosso. Anche l’atmosfera solenne, con la partenza vicino al Monumento del Milite Ignoto, faceva venire il magone.

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Societari master di atletica

Due punti di riferimento per l’atletica ligure (e non solo) come il giavellottista Flavio De Iaco (59.11 la misura) e il martellista Adriano Rodrigo (51.85) , entrambi del Cus Genova, hanno dato lustro ai campionati societari master  liguri di atletica su pista disputati sulla pista di Pian di Poma a Sanremo, sotto l’organizzazione della Foce. Il Cus Genova si è presentato in tutte le gare molto competitivo: basti pensare alle vittorie di Luca Amerio (100 in 11”63 davanti al consocio Paolo Macaluso, 11”79 e lungo con 6.31) , di Riccardo Durando nei 200 (24”23), e di Cassandra Sprenger   nei 400 (1’03”15 davanti a Marinella Colombo, 1’04”91). Buona anche la misura nel peso dell’over 65 Francesco Carcioffo (Atletica Varazze), capace di 11.10. Un gradito ritorno alle competizioni è stato quello  della cussina Silvia Concetti nei 100.

Qui di seguito i risultati completi.

http://www.fidal.it/risultati/2015/REG9015/Index.htm

Marina Trail

C’è voluto uno specialista di valore nazionale come il valdostano  Paolo Bert per avere ragione della classe e dell’esperienza di Davide Cavalletti al termine, domenica 1 marzo, del Marina trail, ventun chilometri con mille metri di dislivello da Lavagna verso l’entroterra e ritorno, una novità assoluta nel campo di una specialità che prende sempre più piede. In campo femminile l’ultramaratoneta azzurra Sonia Ceretto ha prevalso nei confronti di Daniela Olcese. Il confronto fra le due mezzofondiste ha dato vivacità alla competizione. RISULTATI (21 km)- Uomini: 1° Bert (Aosta) 1h32’21”; 2° Cavalletti (Delta Spedizioni) 1h34’49”; 6° Saporiti (Sisport) 1h43’10”; 7° Errazine (Sisport) 1h44’32”; 9° Caso (Sisport) 1h46’28”; 14° Rissetto (Maratoneti Tigullio) 1h54’34”; 22° Scopelliti (Entella) 1h57’10”. Donne: 1° Ceretto (Maratoneti Tigullio) 1h55’14”; 2° Olcese (Maratoneti Genovesi) 1h55’22”; 3° Gualco (Mst) 2h04’08”; 5° Lagomarsino (Podisti Golfo paradiso) 2h15’13”.

 IL GRANDE AIRONE TRAIL

Silvia Bolognesi (Cambiaso Risso) domenica 1 marzo si è piazzata al terzo posto de “Il grande airone trail”, corsa di 21 chilometri sui sentieri sterrati del tortonese e Basso Piemonte.  Si è trattato dell’ennesimo piazzamento di prestigio per la veterana della società genovese. RISULTATI- Uomini: 1° Ponta (Azalai) 1h08’19”; 20° Crdasso (Atletica vallescrivia) 1h22’20”; 30° Agostini (Vallescrivia) 1h24’03”. Donne: 1° Rivera (Atletica Cairo) 1h23’10”; 3° Bolognesi (Cambiaso Risso) 1h32’27”.

Corsa marzolina

Corrado Ramorino si è trovato ancora una volta a suo agio sugli otto chilometri della prima Corsa marzolina, organizzata a Borzoli dal maratoneta Angelo Perrera. L’alfiere del gruppo Città di Genova ha lasciato a circa un minuto di distanza Andrea Ermellino (Atletica Cairo) e Giovanni Tornielli (Podistica Peralto). Il percorso si è sviluppato dall’”altopiano di Sestri Ponente” verso il campo di calcio della Sestrese , con una puntata finale verso Scarpino. Il “pane” del longilineo mezzofondista di Voltri, che sicuramente vuole interpretare il 2015 con il ruolo del protagonista “rullo compressore” come da qualche anno a questa parte. In campo femminile nessun problema per Susanna Scaramucci (Atletica Varazze) che ha conquistato il primo posto davanti alla generosissima Luisa Meirana (Podistica Valpolcevera) e alla consocia Ausilia Polizzi. RISULTATI (8 km)- Uomini: 1° Ramorino (Città di Genova) 31’20”; 2° Ermellino (Atletica Cairo) 32’000”; 3° Tornielli (Podistica Peralto) 32’50”; 4° Rattazzi (Maratoneti Genovesi) 33’21”; 5° Panduccio (Maratoneti Genovesi) 33’30”; 6° Calenda (Maratoneti Genovesi) 34’00”; 7° Sulis (Valpolcevera); 8° Cavanna (Maratoneti Genovesi); 9° Pari (Ata Acqui); 10° Garbarino (Gau Struppa). Donne: 1° Scaramucci (Varazze); 2° Meirana (Podistica Valpolcevera); 3° Polizzi (Varazze); 4° Pari (Gau); 5° Bellini (Città di Genova). Gruppi: 1° Maratoneti Genovesi.

CROSS PIEMONTESE. Gabriele Poggi (Cambiaso Risso) ha colto il secondo posto nel Cross di Castello dì’Alfero (Asti), una corsa campestre che ha visto il successo di Edmil Albertone, passato quest’anno dal Città di Genova al Cus Torino. Ancora una volta il grimpeur di Busalla si è fatto valere, costituendo la più grossa insidia per l’atleta piemontese. Buono, in questo contesto, il quarto posto di Fabio Scognamillo (Podistica Peralto), la rivelazione della corsa. Ottavo un altro rappresentante della società “verde”, e cioè l’inesauribile Giovanni Tornielli.

ARAFI TERZA. Khadija Arafi, marocchina del gruppo Città di Genova, è stata all’altezza della situazione nella 25esima “Nove miglia di Bra” (Cuneo), un classico delle corse su strada invernali. Recente vincitrice della “Due Perle”, la Arafi ha colto il bronzo in 56’31” (14,4 km), preceduta solo da Giorgia Morano (Cus Torino) e dalla consocia Gloria Barale, giunte al traguardo della corsa su strada cuneese rispettivamente in 54’54” e 55’39”. Un piazzamento di livello.

PICOLLO QUARTO. Diego Picollo (Maratoneti Genovesi) ha sfiorato il podio del Trofeo Avis di Casale Monferrato (AL). Suo infatti il quarto posto in 35’20” (10 km) nella gara vinta da Alex Zulian (Solvay) in 33’49” davanti al consocio Gabriele Astorino e a Gianluca Catalano (Sai Frecce Bianche). In campo femminile vittoria di Ilaria Bergaglio e quinto posto per la giovane Carola Corradi (Atletica Vallescrivia), volto nuovo della corsa in rosa.

  

Tarascio

Vincenzo Tarascio , classe 1959, genovese, da anni è un “guru” dell’ultramaratona. Se ne è avuta conferma nella lontana Finlandia, terra dove il mezzofondista della Sanremo Runners ha concluso all’ottavo posto l’ottava Endurance 24 ore di Espoo, periferia di Helsinki. La gara si è sviluppata in una pista al coperto dello sviluppo di poco più di trecento metri: una novantina di concorrenti, provenienti soprattutto dai paesi baltici, hanno accettato una sfida d’altri tempi. Correre per un giorno intero  di seguito non è certo impresa da poco, soprattutto se alla fatica indubbia si unisce l’iterazione di giri da portare a termine in quantità industriale. Vincenzo non è nuovo a imprese del genere, e l’esperienza lo ha sempre sorretto nei momenti topici. L’ultramaratoneta , seguendo il proprio ritmo senza condizionamenti né incertezze, ha concluso l’improba fatica all’ottavo posto con 190, 937 chilometri. Tarascio ha rimontato almeno cinque posizioni nelle ultime ore, dando prova di lucidità e resistenza uniche. Il primo posto è stato appannaggio del finnico Raki Hotakainen con 228,196 chilometri, cifra di valore mondiale in una specialità di nicchia che conta su un’èlite di stakanovisti di assoluto livello tecnico.

CORRI SUL MARE. Riccardo Cusinato (Delta Spedizioni) e il toscano Sylva Zampolini hanno vinto ex aequo la “Corri sul mare”, corsa su strada disputata su un circuito tanto panoramico quanto impegnativo fra Levanto e Bonassola (Spezia) e organizzata dalla sezione locale del gruppo Città di Genova. I due si sono staccati subito dal resto dei partenti imprimendo subito un ritmo insostenibile da tutti gli altri, e, dopo avere condiviso insieme le fatiche, non se la sono sentita di impostare una volata ingenerosa tagliando insieme il traguardo. Al terzo posto il quotato Diego Picollo dei Maratoneti Genovesi. Settimo il giovane Giovanni Tornielli, uno dei pochi over 30 di un certo valore nello scenario podistico locale.In campo femminile buon nono posto di Lia Orzati (Podistica Peralto). RISULTATI- Uomini: 1° ex aequo R Cusinato (Delta Spedizioni) e Zampolini (Atletica Castelnuovo Magra); 3° Picollo (Maratoneti Genovesi); 7° Tornielli (Podistica Peralto); 10° Rattazzi (Maratoneti Genovesi).

CERETTO SECONDA. Sonia Ceretto dei Maratoneti Tigullio Chiavari si è piazzata al secondo posto nella Maratona delle terre verdiane disputata a Salsomaggiore Terme (Parma). In una giornata dal clima rigido l’azzurra di ultramaratona è riuscita a trovare ritmo e condizione per concludere in ottima posizione una corsa di livello nazionale. In completa solitudine il medico di lavagna ha terminato la più classica delle fatiche in 3h10’00” mentre il successo è andato all’emiliana Ilaria Aicardi (Atletica Reggio) in 2h56’52”.  In questo modo la Ceretto si ripropone all’attenzione dei tecnici dell’ultramaratona azzurra per un’ulteriore convocazione.

 

Scalata alla Bocchetta

La “salita infernale”, come è nota nell’ambiente, ha avuto un padrone: è Davide Cavalletti, mezzofondista di Uscio che ha inaugurato nel migliore dei modi la divisa del Delta Spedizioni conquistando il primo posto nell’Arrampicata della Bocchetta, la classica in salita da Campomorone fino al passo appenninico che è famoso per il cippo in onore del campionissimo Fausto Coppi. Le condizioni atmosferiche fino a qualche ora prima della partenza avevano preoccupato gli organizzatori della Podistica Valpolcevera (con il noto maratoneta e personal trainer Massimo Cugnasco nelle vesti di storico e statistico della manifestazione), ma poco prima della partenza la pioggia è cessata. Così Davide Cavalletti e Valerio Brignone hanno dato vita a un bel confronto, con l’alfiere della società di Romano Roma che spiccava il volo verso il traguardo negli ultimi durissimi tornanti che dominano lo spartiacque fra Val Lemme e Val Polcevera. Una sintesi di acido lattico e panoramicità che finisce sempre con l’attrarre partecipanti (210 al via). Al terzo posto Gebrehanna Savio del Città di Genova. Quarto, la rivelazione della giornata, Andrea Rattazzi dei Maratoneti Genovesi, un giovane in grado di fare grossi miglioramenti in questo periodo, tanto da sfiorare il podio in un campo di partenti estremamente qualificato. In campo femminile Daniela Olcese dei Maratoneti Genovesi è stata autrice di un monologo vero e proprio trionfando con due minuti di vantaggio nei confronti di “miss” Ilaria Bergaglio (Solvay). Terza la sorprendente Adele Bianchi, che corre ancora come “libera”. Quarta, all’ennesima competizione portata a termine, Susanna Scaramucci dell’Atletica Varazze. RISULTATI- Uomini: 1° Cavalletti (Delta Spedizioni); 2° Brignone (Cambiaso Risso); 3° Savio (Città di Genova); 4° Rattazzi (Maratoneti Genovesi); 5° Cavallero (Delta Spedizioni); 6° Picollo (Maratoneti Genovesi). Donne: 1° Olcese (Maratoneti Genovesi); 2° Bergaglio (Solvay); 3° Bianchi (libera); 4° Scaramucci (Atletica Varazze) . Il gruppo più numeroso è risultato quello dei Maratoneti Genovesi (40 partecipanti). Particolare significativo, il premio della categoria cinquantenni è andato a Mauro Carli dell’Entella Running. Il premio è stato dedicato alla memoria di Maurizio Magagnini, indimenticabile figura di atleta e medico scomparso prematuramente qualche anno fa.

CINQUE MULINI. Enrico Imberciadori (Frecce Zena) si è piazzato 29° assoluto nella prestigiosa Cinque Mulini, campestre internazionale disputata a San Vittore Olona e frequentata dal Gotha mondiale del mezzofondo. Il giovane crossista ha concluso in 39’33” i dodici chilometri al termine dei quali ha vinto l’etiope Muktar Edris in 33’50”. Imberciadori è stato anche undicesimo della categoria promesse. Nella gara master femminile Silvia Bolognesi (Cambiaso Risso) ha vinto la categoria MF60, dando ulteriore prova di grande condizione.

     

Cross Sarzana

Tommaso Vaccina, azzurro di corsa in montagna, ha vinto la seconda prova  del campionato di società disputato a Sarzana (località Marinella): suo il primo posto individuale e punti indispensabili per la Cambiaso Risso, che così si è aggiudicata il primo posto a livello di team regionale per quanto riguarda la campestre. Vaccina, dopo gara di testa , ha conquistato il primo posto davanti a Luca Campanella (Frecce Zena), e Gebrehanna Savio (Città di Genova), classificati nell’ordine. Fra le donne monologo di Emma Quaglia (Cus Genova), che ha fatto il bis di vittorie nei cross a quindici giorni dal successo di Finale Ligure. Alle sue spalle due protagoniste di tante competizioni su strada e non solo come Elga Caccialanza (Due Perle) e Emanuela Massa (Cambiaso Risso). Le altre gare hanno visto i successi di Luca Nobile (Città di Genova) fra i cadetti, di Ludovica Cavalli (Città di Genova) fra ke cadette, di Veronica Mordeglia (Arcobaleno) fra le allieve, di Yuri Mirabile (Città di Genova) fra gli allievi, di Matteo Marcello (Città di Genova) fra gli juniores e di Clara Costadura (Città di Genova) fra le juniores. RISULTATI – Uomini (10 km): 1° Vaccina (Cambiaso Risso); 2° Campanella (Frecce Zena); 3° Savio (Città di Genova); 6° Ratto (Cus Genova); 7° Poggi (Cambiaso Risso). Società: 1° Cambiaso Risso); 2° Frecce Zena. Donne (8 km): 1° Quaglia (Cus Genova); 2° Caccialanza (Due Perle); 3° Massa (Cambiaso Risso). Società: 1° Cambiaso Risso; 2° Atletica Cairo.

EPIC RACE DI BORGHETTO. Sedici chilometri in salita sono stati la “ricetta” della Epic race trail di Borghetto Santo Spirito (SV), una novità nel campo della corsa su strada. L’azzurro di ultramaratone Lorenzo Trincheri (Roata Chiusani) ha conquistato il primo posto davanti a Corrado Ramorino (Città di Genova). Buon quinto posto per il giovane Andrea Rattazzi (Maratoneti Genovesi), e quindicesimo per Massimo Schella (Cambiaso Risso).

CORRI E PRANZA A FUBINE. Diego Picollo (Maratoneti Genovesi) si è piazzato al settimo posto nella “Corri e pranza a Fubine”, manifestazione su strada svoltasi a Fubine Monferrato (AL). Si è trattato di una gara di buon livello qualitativo, con Vittoria finale di Alex Zulian (Solvay) davanti al lombardo Albanesi (Free Zone) e al piemontese Astorino (Solvay). Al 17° posto ha concluso l’instancabile Giovanni Tornielli (Peralto), al 36° l’eterno Beppe Tardito (Novese). Con la maglia nuova di zecca dei Maratoneti Genovesi Ernesto Calenda è stato 47° e primo della categoria M60 (terzo il consocio Bartolomeo Bacigalupo). Fra le donne Susanna Scaramucci (Atletica varazze) è stata nona, mentre si è aggiudicata il primo posto la giovane Claudia Caviglia (Brancaleone Asti). Dietro di lei, nell’ordine, Ilaria Bergaglio (Solvay) e la pavese Moras.

CROSS DI PAVIA. Giuliano Lagomarsino (Frecce Zena) ha colto il primo posto di categoria M55 nel cross di Pavia (6 km), avversato da freddo e neve.

   

Cronaca due perle

La decima edizione della “Due perle” scopre il futuro della maratona azzurra: è Stefano La Rosa, grossetano, 30 anni, che costruisce da solo il nuovo record della corsa di 21,096 chilometri con il tempo di 1h03’26”, ventotto secondi in meno del marocchino Taofique El Barhoumi. Il ritmo di oltre venti orari dell’alfiere dei Carabinieri Bologna riscalda una mattinata glaciale, con temperature insolitamente (per il Tigullio) prossime allo zero termico, dove in 2.200 raccolgono l’appello di Nicola Fenelli e dell’Atletica Due Perle. La Rosa è già in testa al primo chilometro: da dietro inseguono Ruggero Pertile e Denis Curzi, dalle retrovie Luca Campanella indovina il ritmo giusto, quello che gli consentirà di arrivare quarto davanti a un nome come quello di Danilo Goffi, nel 1996 nono all’olimpiade di Atlanta. La Rosa passa a metà gara in 31’26”, con una proiezione sotto il limite di 1h03’00”. L’azione è radente, incisiva: la tattica (un uomo solo al comando) rimanda alle magnifiche imprese dei grandi dell’atletica italiana come Antibo, Panetta, Bordin. Fra un mese il toscano esordisce sulla maratona: forse perché intuisce di avere scoperto un nuovo territorio sull’ultimo rettilineo saluta il pubblico e trionfa in 1h03’26”. “Fin dal primo chilometro ho insistito con il ritmo che mi ero prefissato. Questo non è un percorso facile tecnicamente, anche se magnifico come panorama. E’ stato bello anche il tifo lungo il percorso. Tornerò, state certi”. L’albo d’oro della gara edizione 2015 porta il nome di un mezzofondista che è stato ottavo ai recenti europei dei 10.000 m. Si inchina alla sua superiorità un personaggio storico della maratona come il veneto Ruggero Pertile, secondo: “Ero un po’ stanco. Andrà meglio alla maratona di Roma”. Quarto e primo genovese Luca Campanella delle Frecce Zena, psicologo nella vita di tutti i giorni, seguito dalla fidanzata Emma Quaglia: “Una gara perfetta sin dai primi chilometri”. Seconda in campo femminile Elga Caccialanza dell’Atletica Due Perle: “Si, in un certo senso giocavo in casa. Ho provato a fare una gara di recupero nei confronti della Arafi: non l’ho raggiunta ma ho corso sui miei limiti cronometrici e quindi sono contenta”. Poco distante Khadija Arafi, marocchina del Città di Genova, è raggiante: “Una volta avevo la bronchite, un’altra un infortunio…Finalmente sono riuscita a vincere!”.

RISULTATI- Uomini: 1° La Rosa (Carabinieri Bologna) 1h03’26”; 2° Pertile (Assindustria Padova) 1h06’53”; 3° Curzi 1h07’53”; 4° Campanella (Frecce Zena) 1h11’00”; 5° Goffi (Atletica Monza) 1h11’21”; 6° Pasqualini (Base Running) 1h12’54”; 7° Spanu (Vertovese) 1h13’30”; 8° Chakour (Bellegarden Francia) 1h13’42”; 9° Ryall (Due Perle) 1h14’01”; 10° Stella 1h14’15”; 23° Pronzati (Cffs Cogoleto) 1h18’15”; 24° Tornielli (Podistica Peralto) 1h18’25”; 34° Vitello (Frecce Zena) 1h19’53”; 40° Quintino (Cambiaso Risso) 1h20’18”. Donne: 1° Arafi (Città di Genova) 1h19’33”; 2° Caccialanza (Atletica Due Perle) 1h20’53”; 3° Khmeleh (Atletica Rapallo) 1h21’17”; 4° Pittera (Verde Pisello Milano) 1h22’44”; 5° Carducci (Asa Ascoli Piceno) 1h24’23”; 6° Ceretto (Maratoneti Tigullio) 1h26’32”.

      

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