Trail del Monte di Portofino, 8 dicembre 2019

Mezza delle Due Perle, 2 febbraio 2020

Il libro dei sogni di Artemidoro

Nel "Libro dei sogni" di Artemidoro, scrittore greco del secondo secolo d.C., si legge un capitolo interessante riservato agli sportivi. Ecco alcune, sorprendenti, profezie, che influenzarono addirittura l'opera di Freud. 

"Sognare di perdere la vista è buon segno. Infatti, proprio come un cieco, chi corre in testa non può vedere gli altri concorrenti".

"Per tutti è un pessimo presagio sognare di vedere i propri piedi bruciare. Il sogno significa la perdita e la distruzione di ogni proprietà….Fanno eccezione solo i corridori quando fanno questo sogno appena prima di gareggiare: essi correranno come un gatto sui carboni ardenti".

I Greci avevano l'usanza di concedere agli atleti vittoriosi una pubblica accoglienza, durante la quale l'atleta percorreva le strade della città su un cocchio. Ma non era un buon segno per i podisti: "…Il sogno indica che le loro gambe sono inadeguate, visto che devono ricorrere all'aiuto dei cavalli".

Artemidoro ribalta un po’ la concenzione infausta della morte: "Il sogno della morte conduce l'atleta alla vittoria nei giochi, perché i morti, come i vincitori della gare, hanno tagliato il traguardo definitivo".

Sempre in tema di sogni funerei: " Menandro di Smirne, mentre si recava a Olimpia, sognò di essere sepolto nello stadio delle Olimpiadi, e ottenne la vittoria nei giochi Olimpici".

Lo sport è sempre bello? Sentite: "Gareggiare con un parente o con un amico significa che si avranno con lui litigi e contese; nel caso che si sia già in contrasto con lui, l'atleta avrà la prevalenza anche nella realtà".

Circa l'alimentazione: " Beneaugurante è il sogno di mangiare la carne cotta, in particolare arrosto di maiale.Mangiare carne cruda è il contrario: indica infatti che si perderà qualcosa che si possiede".

In quanto a stranezze: "Se un atleta sogna di avere due o tre teste è buon segno: il sogno indica il numero di corone della vittoria che vincerà. Un buon auspicio è anche sognare di avere la testa di leone, di leopardo o elefante: il sognatore supererà le sue normali possibilità e avrà successo".

Il "Libro dei sogni" ispirò il gruppo rock americano "Steve Miller Band", che nel 1974 fece uscire "Book of dreams". Qualcuno li ricorda per il discreto successo del pezzo "Abracadabra".

 

Correre a Genova- Oregina e dintorni

Oregina è un altro quartiere dove esistono creuze e percorsi capaci, dopo pochi chilometri, di portarci nel verde delle colline. Eccone alcuni.

1) via Napoli-salita Oregina-via Giovanni Costanzi. A questo punto, giunti nei pressi di un capolinea dell'Amt, possiamo salire sul percorso vecchio del Peralto e, da lì, intraprendere il magnifico sterrato con stazioni ginniche. Fondo compatto, adatto anche a ripetute.L'inizio di salita Oregina è impegnativo, con tratti che sfiorano il 15%. Poi si spiana e addirittura si può correre in discesa sul sentiero vecchio del Peralto.Sono circa Cinque chilometri

2) via Napoli- via Bartolomeo Bianco- sentiero sterrato in prossimità dell'impianto del Lagaccio-via al Poligono del Lagaccio- via al parco del Peralto. Circa sei chilometri di ascesa costante, ma sostanzialmente corribile , con ampie curvature.

3) via Ambrogio Spinola- via Saporiti- via della Cella- via Maculano. Circa tre chilometri di salita continua, senza asperità severe. Giunti alla fine, possiamo proseguire per via Domenico Chiodo e tornare nel quartiere di Castelletto.

Libro "L'oro di Mosca"

Il recupero nei confronti dello scozzese Alan Wells, le braccia alzate al cielo in segno di liberazione...Nessuno dimenticherà facilmente l'oro di Pietro Mennea il 28 luglio 1980. "A cinquanta metri dalla fine pietro era spacciato- commentò Candido Cannavò, allora direttore della Rosea- "poi entrò in un'altra dimensione". Vent'anni dopo il primo posto di Livio Berruti, con il quale  non ebbe mai un rapporto facile,un altro italiano si mette al collo l'oro dei duecento metri. "L'oro di Mosca", scritto dal grande velocista pugliese (Delta3-2010) è il diario di una grande impresa. C'è la rabbia di Primo Nebiolo alla notizia che a Pietro avevano assegnato l'ottava corsia, poi ecco Allan Wells commentare signorilmente il suo secondo posto: "Ha saputo correre meglio di me nel finale. Complimenti. La vita è bella". Ci sono le biografie dei finalisti e anche i programmi di allenamento sotto l'attenta supervisione di coach Vittori. 

Il programma di Maura Viceconte-terza e ultima parte

Maura Viceconte sarà sempre nei nostri cuori. Ecco l'ultima, strategica parte di preparazione culminta con il record italiano di maratona a Vienna, sotto la guida di Renato Canova

1 maggio- Corsa su strada internazionale di Puy d'Avrail (prima in 50'14")

2 maggio-50' a 4'10" al km

3 maggio: matt 1h  4' al km; pom- 30' a 4'15"

4 maggio: riposo

5 maggio: riposo

6 maggio: 1h a 4'15" al km

7 maggio: matt-1h15' a 3'50" al km; pom-45' a 4'00" al km

8 maggio: 1h a 4'15" al km

9 maggio: 15' risc- 32 km a 3'30"

10 maggio: matt 45' a 4'20" al km; pom- 45' a 4'20" al km

11 maggio: matt 45' a 4'15" al km; pom- 45' a 4'15" al km

12 maggio- matt: 1x1000/2000/3000/2000/100 rec 500 m in 3'14"/6'38"/9'57"/6'33"/2'02". pom: 10 km in 39'20"+10 km a 34'07"

21 maggio: Maratona di Vienna in 2h23'47"

Ma

 

 

17 maggio 2015 a Shanghai

Inizia a stupire tutti l'etiope Almaz Ayana, che il 17 maggio 2015 vince il Meeting di Shanghai (Cina) in 14'14"32, avvicinando il record all time della connazionale Tirunesh Dibaba, 14'11"15. Proprio nella terra che vide, negli anni novanta, le imprese incredibili di Wang Junxia e dell'Armata femminile cinese (molto discussa), Almaza recita a soggetto con passaggi proibitivi per tutte le altre. Sarà un tassello importante per la grande impresa dell'Olimpiade di Rio de Janeiro, quando l'allora venticinquenne conquisterà il primo posto in un favoloso 29'17"45 , record mondiale, superando il confronto a distanza proprio con Wang Junxia. Cosa dire....Almaz "marziana" !

Amarcord Liguria-Marathon Track

4 maggio 2003: periodo vivace, quello, per l'ultramaratona. A Villa Gentile si disputa "Marathon Track", articolato su cinquanta chilometri in pista. Purtroppo non ho a disposizione la classifica. Ecco alcuni partecipanti prima della partenza. Da sin a des Vincenzo Tarascio, Massimo Schella, Valter Tasso, Roberto Frescura e Angelo Perrera. Tarascio e Schella indossano l'inconfondibile canottiera stile "Tora Tora" del Circolo Luigi Rum.

Trail di Portofino 2020

Gli organizzatori del Trail del Monte di Portofino, in programma domenica 6 dicembre 2020, stanno studiando un percorso adatto a contemperare, da una parte, la sicurezza e la salute dei partecipanti (vista la terribile emergenza in corso) e dall'altra l'indubbia panoramicità che ha sancito il successo della manifestazione (l'ultima edizione ha visto 800 partenti).Si tratta di un magnifico circuito che consente di apprezzare gli scenari tipicamente liguri fra mare e monti, con l'opportunità di gareggiare in un'area Parco unica al mondo.

Ordinanza numero 28/20 Regione Liguria

Ha esecuzione da oggi, lunedì 11 maggio 2020, l’ordinanza numero 28 della Regione Liguria  che si occupa, fra l’altro, dell’attività sportiva. L’attività motoria è consentita anche all’interno della Regione, sempre individualmente.Sono consentiti anche gli spostamenti con coresidenti, per raggiungere il luogo dove praticare attività motoria , ma  la corsa va esercitata singolarmente. L'ordinanza ha validità fino al 17 maggio c.m.

Per maggiore completezza:

 

https://www.ilsecoloxix.it/extra/2020/pdf/Ordinanza_28_2020.pdf

 

Libro "Il soldato e l'atleta"

Nella Grecia antica c'è sempre stato un legame (purtroppo) fra guerra e sport. Secondo la leggenda un soldato (Fidippide) , dopo una corsa sfibrante di 42,195 chilometri, annunciò agli ateniesi la vittoria di Maratona, entrata nell'immaginario sportivo. I grecia era praticata l'oplitodromia, la corsa in armi, anticipatrice del moderno biathlon invernale. Il libro "Il soldato e l'atleta" di Paola Angeli Bernardini (Il Mulino, 2016) è ricco di esempi che illustrano anche la complessità dei tanti Giochi (npon solo olimpici) presenti a Atene e Sparta. L'autrice prosegue sulla scia del famoso "Lo sport in Grecia". Da leggere.

13 maggio 1978 a Seattle...

Seattle, città americana sul Pacifico, a poca distanza dal Canada, acquista una certa fama atletica per merito del keniano Henry Rono, che nel suo anno di grazia stabilisce il record mondiale dei tremila siepi con 8'05"4. E' il 13 maggio 1978, 42 anni fa. Cancella il tempo di 8'08"02 dello svedese Anders Garderud ottenuto nella drammatica finale olimpica di Montreal del sette luglio 1976. Il record mondiale durerà molto. Undici anni dopo Peter Koech, altro keniano, correrà in 8'05"35, miglioramento millimetrico ma matematico. Succederà a Stoccolma il 3 luglio 1989. Quindi, come succede spesso nell'atletica su pista, un altro lungo periodo. Ma quello che succede nel 1997 è incredibile: il 13 agosto Wilson Boit Kipketer è il primo a scendere sotto il limite degli otto minuti: vince a Zurigo in 7'59"08. Tempo due settimane, e a Colonia c'è un'altra grande gara: sono sempre due keniani a animarla. Bernard Barmasai alza di nuovo l'asticella del record vincendo una gara fantastica in 7'55"72 davanti a un altro grandissimo come Moses Kiptanui, 7'56"16.  Nel 2001 è il marocchino Brahim Boulami, poi squalificato per doping, a vincere il meeting di Bruxelles in 7'55"01. L'ultima parola spetta al qatariano (ex keniano) Saif Saaeed Shaheen , che il 3 settembre 2004 lima ulteriormente secondi concludendo in 7'53"63. Chi farà meglio?

Amarcord Liguria- La Maratona del mare

Domenica 11 febbraio 2001. Giornata fredda ma soleggiata, come nei tempi migliori del tempo della Riviera ligure.Sono in tanti a partecipare alla seconda Maratona del mare. Si parte da piazzale Kennedy (Foce) verso il centro città, su un circuito da ripetere due volte. Il bergamasco Emanuele Zenucchi è in giornata sì.Prende la testa della corsa a metà gara, insiste, e stacca di una manciata di secondi il torinese Nicola Ciavarella. Tempo all'arrivo: 2h17'01", allora record della manifestazione. Secondo è Ciavarella (Atp Torino), 2h17'41", terzo il keniano Moses Masai, assai staccato, 2h19'06". Genovese la prima donna: è Elena Riva del Cus, con 2h55'23".

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