Trail del Monte di Portofino, 8 dicembre 2019

Mezza delle Due Perle, 2 febbraio 2020

Il 30 giugno 2019 Luminosa Bogliolo...

Il 30 giugno 2019 è una giornata da ricordare per Luminosa Bogliolo. Nel meeting svizzero di La Chaux de Fonds, cittadina che vive di sport, in batteria, l'ostacolista alassina vince con 12"78 sfiorando l'annoso record nazionale di Veronica Borsi (12"76). Solo due centesimi (cosa sono?) la separano da una grande gioia. In finale sembra arrivare il giusto premio: 12"76, record uguagliato! Ma la gioia dura poco. Il vento è superiore alla norma (3.1). Ma sarebbe ingiusto ridurre la stagione 2019 al record mancato: l'anno sarà indimenticabile per "Lumi". Ricapitoliamo qui sotto le sue nove prestazioni sotto 12"90 (fra le quali spiccano le vittorie alle Universiadi e in Coppa Europa)

12"78            La Chaux de Fonds (Svi)

12"79             Napoli

12"80             Doha

12"83             Bydgoscz (Pol)

12"83             Chorzow (Pol)

12"85             Bressanone

12"86             Napoli

12"87             Bydgoscz

12"89             Nancy (Fra) 

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29 giugno 1995 a Helsinki

Il 29 giugno a Helsinki si mette in bella evidenza un mezzofondista norvegese. Si tratta del 23enne Vebjorn Rodahl, che stabilisce il record nazionale degli 800 con 1'44"30 davanti al futuro primatista mondiale, Wilson Kipketer, 1'44"35. Una lotta fino all'ultimo metro che appassiona il folto pubblico sugli spalti.Antesignano del boom attuale dell'atletica norvegese, Vebjorn vivrà il giorno dei giorni circa un anno dopo, quando conquisterà il titolo olimpico a Atlanta in una delle più grandi finali mai viste. Arriverà il titolo a quattro cerchi con 1'42"58 davanti al sudafricano Hezekiel Sepeng e al keniano Fred Onyancha. Tornando a Helsinki, Andrea Giocondi è ottavo con 1'46"71. Nei 10000 vinti dallo spagnolo Antonio Serrano (27'56"99) Stefano Baldini è terzo con 27'57"86. Quinto Vincenzo Modica (28'01"65).

Il compleanno di Rosa Mota

Ancora adesso la gente, in Portogallo, la chiama "Rosinha". Oggi compie glia nni Rosa Mota, maratoneta che ha contribuito a fare conoscere il running femminile in tutto il mondo con la grande classe della quale era dotata. Campionessa europea all'esordio sulla distanza a Atene'82, campionessa olimpica a Seul'88, campionessa mondiale a Roma'87. Due volte prima a Boston, vincitrice a Rotterdam, Tokyo e Chicago. Ha realizzato un personale di 2h23'29". E' nata a Foz do Douro il 29 giugno 1958.

 
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Traversata del Golfo dei poeti

Anni settanta. Il torinese Giovanbattista Bassi, campione mondiale militare 1971, vince la Traversata di 23 chilometri del Golfo dei poeti sul percorso La Spezia-Portovenere e ritorno. Bassi chiude in 1h22'48" davanti ai genovesi Vittorio Medica, 1h23'01" e Angelo Pirisi, 1h25'02". Seguono nell'ordine il toscano Massimo Bedini e il genovese Massimo Cugnasco. Per soli quattro secondi Bassi manca il record della corsa, stabilito dal mitico Luciano Acquarone. Fra le donne prima al traguardo la cussina Emanuela Visconti.

 
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Stefania Biscuola a Bellinzona

Mercoledì 1 luglio debutto  agonistico  dopo il lockdown per la biellese dell'Atletica Arcobaleno Stefania Biscuola, accreditata di 2'05"62, che gareggia nel Meeting di Bellinzona (Svizzera). Sui due giri di pista la forte mezzofondista se la vedrà soprattutto con Juliette Morath e con la lombarda Gaia Pigolotti (Atletica varese), che ha corso in 2'12"32. Rompe il ghiaccio la Biscuola, e la riunione ticinese senz'altro offre spunti interessanti.

"Il pedone", racconto di Ray Bradbury

Camminare può essere considerato pericoloso per l’ordine pubblico. È quanto, con tinte fosche, rende il grande scrittore di fantascienza Ray Bradbury (lo stesso di Farenheit 451) ne “Il pedone” (1961). Come sempre Leonard Mead, il protagonista, fa la camminata serale…
“Era ormai a un isolato da casa sua quando un’automobile solitaria girò di colpo l’angolo e lo centrò con un violento cono di luce. Al primo momento rimase immobile, poi non diversamente da una falena, accecata dal bagliore, si sentì attratto verso la fonte. Una voce metallica suonò nel silenzio”. “Si fermi. Resti dov’è. Non si muova”. Si fermò. “Mani in alto!”. “Ma…” disse. “Mani in alto! O spariamo!”. La polizia, naturalmente. “Perché è uscito di casa?”. “Per camminare, disse Leonard Mead”. “Camminare!”. “Solo camminare, disse con naturalezza, ma mentre un gelo gli saliva lungo la schiena”. “Camminare, solo camminare, camminare?”. “Sissignore”. “Camminare dove? A che scopo?”. “Camminare per prendere aria. Camminare per vedere”. “Il suo indirizzo, prego?”. “Saint James street, numero 11”. “E lei ha dell’aria in casa sua, signor Mead, ha un condizionatore d’aria?”. “Sì”. “ Eha un televisore in casa, uno schermo da guardare?”. “No”. “No?”. Vi fu un silenzio crepitante, che suonò come un’accusa. “È uscito da solo per camminare, signor Mead?”. “Si”. “Ma non ci ha detto per quale scopo”. “Ve l’ho detto: prendere aria, e per il piacere di camminare”. “Lo fa spesso?”. “L’ho fatto per anni, tutte le sere”. L’auto della polizia era acquattata al centro della strada, con la sua gola radiofonica che ronzava fiocamente. “Bene signor Mead”, disse. “Non c’è altro?”, chiese educatamente Mead. “No - disse la voce - è tutto”. Vi fu uno scatto metallico e come un lungo sospiro. Lo sportello posteriore della macchina della polizia si aprì lentamente: “Salga”. “Un momento, io non ho fatto niente!”. “Salga”. “Io protesto. Non avete il diritto di….”. “Signor Mead!”. Leonard Mead avanzò rassegnato, vacillando appena, ma con le spalle improvvisamente curve. Mentre passava davanti al parabrezza guardò all’interno dell’auto. Come si aspettava non c’era nessuno seduto sul sedile anteriore, non c’era nessuno nella macchina. “Salga”. Posò una mano sullo sportello e scrutò sul sedile posteriore, che era una piccola cella, una piccola prigione nera, con le sbarre. “Dove mi portate?”. La macchina esitò, o piuttosto emise un leggero, brevissimo ronzìo e uno scatto: “Al Centro di Ricerca Psichiatrica sulle Tendenze Repressive”.
Il pedone – The Pedestrian di Ray Bradbury, Fantasy & SF, febbraio 1952.
Pedoni
sovversivi
Danilo Mazzone
Ray Douglas Bradbury è stato narratore e sceneggiatore televisivo e cinematografico.
Nato nel 1920 in Illinois, si è diplomato a Los Angeles.
Ha fatto il venditore di giornali agli angoli delle strade di Los Angeles dal 1938 al 1942, trascorrendo le notti alla biblioteca pubblica e le giornate alla macchina da scrivere.
È diventato uno scrittore a tempo pieno nel 1943.
Molti suoi racconti sono apparsi in periodici prima di essere raccolti in Dark Carnival nel 1947.
La sua fama nasce con la pubblicazione di The Martian Chronicles nel 1950 (pubblicato in Italia da Mondadori con il titolo Cronache marziane nel 1954 tradotto da Giorgio Monicelli, omonimo del regista e lontano parente di Arnoldo Mondadori).
Dal romanzo Fahrenheit 451, del 1953 (in Italia tradotto sempre da Giorgio Monicelli e pubblicato dall'editore Martello nel 1956 col titolo Gli anni della fenice) considerato il suo capolavoro, François Truffaut ha tratto un film che è diventato un culto.

L'articolo è uscito sulla rivista informatica trekkenfild di giugno 2020

Due foto, due storie

"Cross,scuola di campioni", intitolava un vecchio libro. Le due foto inquadrano due modi diversi di intendere la corsa campestre. La prima si riferisce al Campionato mondiale del 1978. Sul "muro di fango" di Glasgow l'irlandese John Treacy  (maglia verde) inizia l'attacco che lo porterà a vincere l'oro. Più che un cross sembra una gara di ciclocross, visto il mare di argilla che si appiccica ai concorrenti...Nella seconda tutto appare più levigato. New York, marzo 1984. Conducono in testa l'americano Patrick Porter, Tim Hutchings (con la canotta del Galles) e il portoghese Carlos Lopes, che vincerà. Al confronto, sembrano attori di Hollywood. La fatica sarà la stessa.

Amarcord Liguria-La "Dodici per un'ora" al Palasport

Dal 1981 al 1988 la staffetta "Dodici per un'ora" si tenne su un anello di circa 300 metri circostante la pista di 200 m del Palazzetto della Foce. Indubbiamente una location particolare per una competizione che, in seguito, sarebbe migrata a Villa Gentile. La partecipazione, anche in veste al coperto, non mancò mai. Per diversi anni furono proprio gli organizzatori (il team dei Maratoneti Genovesi) a vincerla. Nella foto si riconoscono Massimo Schella e Claudio Masini (accosciati) e, in piedi in prima fila, Piccini e Alberto Azzarini. In seconda fila Emilio Sciaccaluga.

Axel Vang Christensen: sarà famoso?

In questo strano e contraddittorio periodo sembra che una sorta di "giacimento minerario" di prestazioni e gare sia diventato

 
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il Nord Europa, in particolare l'area scandinava e baltica. La notizia è trapelata due giorni fa. A Alborg il danese 15enne Axel Vang Christensen (classe 2004) ha corso i 3000 st in 9'07" e i 5000 in 14'06". Non è la prima volta che il giovane mezzofondista faccia parlare di sè. L'anno scorso, a 14 anni, aveva corso i 10000 m i 30'50". Non sappiamo ancora le modalità delle gare (se competizioni vere e proprie o test), ma i risultati sono eccezionali. Axel è sulla strada del norvegese Jacob Ingebrigtsen, che sta stupendo il mondo intero. Speriamo.....
 
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31 anni fa il record italiano di Antibo

Helsinki, 29 giugno 1989. Stagione, quella del 1989, senza olimpiadi e mondiali. E allora l'interesse, le sfide, convergono sui meeting internazionali. Quella serata finlandese vede Salvatore Antibo estremamente determinato nel tentare il mondiale sui 10000 m. Nel mirino del siciliano, l'anno prima argento all'Olimpiade di Seul sulla stessa distanza, 27'13"81 del portoghese Fernando Mamede, primato conseguito poco più a nord, a Oslo, cinque anni prima. La gara parte subito forte: aiutato da Domingos Castro, Totò al secondo chilometro passa in 5'24"49, addirittura con dieci secondi di vantaggio nei confronti dell'ombra virtuale di Fernando.E il vantaggio c'è ancora a metà gara: 13'34"38. Una proiezione che avvicina il generoso runner al limite (allora quasi invalicabile) dei 27 minuti.Ma c'è un piccolo etiope, Addia Abebe, ancora junior, che gli si incolla. Poco più indietro Francesco Panetta. Negli ultimi chilometri Antibo e Abebe si controllano, forse per questo l'andatura cala. Nell'ultimo chilometro Salvatore aumenta il ritmo: l'ultimo mille sarà 2'38"03. Non basta a realizzare il mondiale, ci sarà il limite italiano con 27'16"50, ma la folla sarà tutta per lui, per quel modo generoso, coraggioso, di andare in testa, senza troppi calcoli. Ecco i passaggi della gara mille per mille

1000 m   2'42"73

2000       5'24"49

3000       8'09"45

4000       10'49"32

5000        13'34"38

6000        16'24"63

7000        19'08"96

8000        21'53"88

9000        24'38"47

10000       27'16"50

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Tamberi 2.30 nel Tac di Ancona domenica 28 giugno

TAMBERI 2.30!  Grande giornata di Gianmarco Tamberi, che vince il Tac di Ancona con 2.30, aggiungendo cinque centimetri al record stagionale. Una prova entusiasmante, che proietta Gimbo ai vertici della specialità mondiale anche se si parla di test di allenamento certificati.Negli 800 donne ottimo 2'04"62 di Irene Baldessari. Nell’analoga gara maschile successo dell’azzurrino Simone Barontini (Fiamme Azzurre), 1’50”32, nonostante la resistenza del sorprendente Victor Curcuianu (Acsi Campidoglio), secondo con 1’51”38.

 

 

 

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