Trail del Monte di Portofino, 8 dicembre 2019

Mezza delle Due Perle, 2 febbraio 2020

Straneo trionfa a Monza

Valeria Straneo domenica 13 settembre si è imposta nella Ganten Half Marathon di Monza in 1h13'32". L'azzurra così ha effettuato un buon rientro agonistico vincendo per distacco nei confronti dell'altra azzurra Giovanna Epis (Carabinieri Bologna), seconda con 1h14'18". Fra gli uomini successo del lombardo Michele Belluschi (Atletica Recanati) , 1h09'52".

13 settembre 1972- Record italiano sui 5000 di Gianni Del Buono

Il 13 settembre del 1972, sotto il segno della Vergine, il mito di Steve Prefontaine si incrina un po’: a scalfirlo ci pensa, nella “gara delle gare” della carriera Gianni Del Buono. Olimpico di Roma, Memorial Zauli: gli organizzatori hanno pensato di rendere omaggio a uno dei “padri” dell’atletica e dello sport italiani con una riunione che ha il piatto forte nei 5000 m. L’Italia è ancora quella delle estati scolastiche lunghissime, quelle ricordate da Ray Bradbury , che iniziano il 1° giugno e finiscono (ahimè) il 30 settembre, ed è anche quella delle prime dirette TV animate dal commento di Paolo Rosi, che ha la voce incrinata dall’emozione quando un acerbo Mennea impegna allo spasimo David Hemery, quando Fiasconaro conquista un drammatico argento agli Europei di Helsinki dopo una lotta spasmodica con Jenkins. Solo da pochi anni si inizia a amare l’atletica: nel settembre del 1972 in molti si sintonizzano sul secondo canale anche perché il campionato di calcio è fermo e la recente olimpiade tedesca è stata una bella vetrina dei cosiddetti sport minori. E Steve Prefontaine giunge in Italia con la fama di mezzofondista di grande talento che mescola classe con generosità, guasconeria, voglia di uscire dagli schemi. Una sorta di spirito grunge ante litteram. “Ho sempre desiderato  superarlo in gara- dice Del Buono- anzi direi che quella gara del 1972 è stata la vittoria della programmazione, della metodologia sull’improvvisazione”.  I primi anni settanta per l’atletica italiana sono decisivi: “Io e il mio allenatore, Romano Tordelli, decidemmo di applicare la metodologia alle ricerche della fisiologia sportiva”. Il metodo e il raziocinio  contro l’istinto,anche se talentuoso.  Steve adotta una tattica semplice: spingere a tavoletta dal primo chilometro, sgranare il gruppo per vincere da solo. La gente ama lui, il suo coraggio, non quel succhia ruote del tedesco Norpoth che lo batte qualche anno prima sfruttandone la scia. In quell’occasione al momento della premiazione, e qui nasce il primo elemento leggendario, Steve infrange un po’ la cerimonia mielosa, il politically correct, per gridare la sua rabbia a Harald. Non siamo forse in tempi di contestazione?Qualche giorno prima del Memorial Zauli (è il dieci settembre) c’è la finale dei 5000 m all’olimpiade di Monaco di Baviera: Steve è incredibilmente quarto dopo avere dato l’illusione, a 400 m dalla fine, di vincere. Vincerà invece Lasse Viren, la “renna finnica”. Il mito è anche questo: scialacquare una ricchezza perché, forse, si è superiori. Quale migliore occasione, quindi, di vendicarsi, qualche giorno dopo, del primo posto finlandese incontrando a Roma il campione europeo 1971 Juha Vaatainen? In tanti sono accorsi a vedere l’atteso confronto. Gianni Del Buono, marchigiano dell’Assi Giglio Rosso Firenze, invece, sembra volere abbracciare la strada dei dodici giri e mezzo dopo la poca fortunata esperienza dei 1500 m in terra di Baviera: “Anche qui ci sarebbe molto da dire. L’anno prima avevo corso in 13’40”2. Secondo italiano dell’anno. Il fatto che io avessi scelto i 1500 invece dei 5000 m è falso: i 1500 furono imposti dalla federazione. Avrei voluto correre un 5000, qualche tempo prima, con lo svedese Garderud, ma mi fu letteralmente proibito”. In   quella calda serata romana il primo mille è condotto in testa da Prefontaine in 2’44”0. Lo segue solo Vaatainen. Gianni è prudente: “ Era troppo sicuro di sé. Sembrava che volesse correre per il pubblico. L’hanno prima mi aveva danneggiato in occasione di una gara, ostacolando la mia volata”. L’andatura è sostenuta: gli intenditori capiscono che, se Gianni sfrutta la scia dei due “draghi”, può migliorare il record italiano. Ai duemila “Pre” (il nomignolo diventato un logo) passa in 5’20”0 con un’accelerazione delle sue, quelle che sembrano fatte apposta per attaccare addirittura il mondiale del pioniere Ron Clarke (13’18”8). Del Buono sembra perdere contatto dal James Dean del mezzofondo (nel 1975, in occasione della sua scomparsa, il conduttore della Domenica Sportiva Alfredo Pigna disse: “Correva con la rabbia dentro”). Ma: “ Sono riuscito a recuperare e a raggiungerli al quarto chilometro. Steve pensava di avercela fatta….”Ai 4 km  passati in 10’49”4  tutti capiscono che il record di Arese ormai sta per cadere. A circa 600 m dalla fine Vaatainen non ce la fa. Una leggenda metropolitana lo voleva in gioventù capace di correre i 100 m in meno di undici secondi: “Pre” non se lo vuole portare appresso in volata. Ma c’è Gianni in giornata di grazia: “La gente intuiva il grande risultato. Iniziavano a volare tute, gridavano in tanti. Siamo partiti in volata e io, per non avere problemi di ostacoli o ostruzioni, mi sono allargato fino in quarta corsia”.I miracoli, o meglio, le cose belle succedono in atletica quando uno meno se lo aspetta , dopo un duro lavoro che, a volte, sembra un calvario.L’Olimpico è in piedi. L’americano  rinuncia a lottare. Del Buono piomba sul traguardo in 13’22”4. Sesto atleta di tutti i tempi, nuovo primatista italiano sulla distanza. Migliora di ben diciotto secondi il record di Francesco Arese. “Sono stati anni eroici, quelli. Io e la mia generazione abbiamo fatto da transizione dall’improvvisazione alla programmazione, alla cura dei dettagli. Correvi su strada e eri considerato un matto. Idem se facevi i Giochi della Gioventù, con i professori che ti irridevano perché consideravano lo sport una perdita di tempo”. Prefontaine è considerato un mito, ma Del Buono lo ha battuto.

I PASSAGGI DELLA GARA DI DEL BUONO (manuali) : 1000m: 2’44”0; 2000m: 5’21”5; 3000 m: 8’03”6 ; 4000 m: 10’49”4; Finale: 13’22”4.    

       

  

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Italiani di Aquathlon a Recco

Si partiva dal lungomare, si passava vicino all'ex piscina della gloriosa Pro Recco, quindi si andava di corsa  verso la spiaggia di Mulinetti, dietrofront fino al lungtomare. Qui era posto il cambio per la frazione di nuoto in mare di 1,5 chilometri. Si tornava sul lungomare, e quindi ecco gli ultimi 2,5 chilometri podistici. Questa la "ricetta" dei Campionati italiani di Aquathlon di Recco (Ge), che, in una giornata calda, hanno visto oltre 200 specialisti provenienti da tutta Italia contendersi i titoli . Primo assoluto Alessio Crociani (Ttr) in 29'06", capace di precedere in volata Nicola Azzano (Carabinieri), 29'17" e Nicolò Strada (Raschiani Triatlhon), 29'27". Primo dei liguri Samuele Angelini (Fiamme Oro), decimo in 30'53"; 17° il fratello Fiorenzo, 31'03". Quindi: 53° Nicolas Gravati (Spezia Triathlon), 33'19"; 66° Emanuele Maggi (Zena Tri) 34'07"; 80° Luca Schiasselloni 8Frecce Bianche), 35'20". Prima fra le donne Beatrice Mallozzi (Fiamme Azzurre), 32'17". 

12"73 sui 100 hs di Cyrena Samba-Mayela

Grande prestazione della francese Cyrena Samba-mayela che, sabato 12 settembre, nella prima giornata dei Campionati nazionali francesi di Albi, sudovest, dipartimento del Tarn, ha vinto i 100 hs con 12"73 (+1.5), terza migliore prestazione mondiale dell'anno. Una dimostrazione di potenza quasi felina per la specialista transalpina, che sta bruciando le tappe...Negli 800 donne primo posto di Cynthia Anais con 2'02"75; nei 3000 siepi uomini vittoria di Djlali Bedrani in 8'35"39. Nel martello primo posto di Quentin Pigot con 76.42.

 
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Martina Stranieri bronzo agli italiani allievi

Grande gara, sabato 12 settembre a Rieti, per Martina Stranieri della Trionfo Ligure: la giovanissima specialista dei 400 hs ha conquistato il bronzo nei campionati italiani allievi che si concludono domenica 113 nello stadio "Guidobaldi". La finale è stata ad alta tensione: la piemontese Lucia Massano ha preso un vantaggio consistente e ha vinto in 1'03"54. Negli ultimi, durissimi cento metri Martina Stranieri è riuscita a resistere all'accumulo di acido lattico e al ritorno delle avverarie per chiudere al terzo posto in 1'05"25, record personale. Una grande soddisfazione.

Eyob Faniel sfiora il record italiano dei dieci chilometri su strada

Per un soffio, complici la solitudine dopo soli tre chilometri di gara e l'ultima salitella sul tracciato del vecchio autodromo Eyob Faniel non ce l'ha fatta , sabato 12 settembre, a migliorare la migliore prestazione italiana su strada, che appartiene quindi ancora a Daniele Meucci (28'08"). Eyob , sul circuito motoristico monzese, è passato in 14'02" ai 5000 m, in linea con il record, quindi ha corso in 22'35" all'ottavo, e in 25'22" al nono. Negli ultimi 200 m il ragazzo allenato da Ruggero Pertile ha prodotto un notevole rush finale, chiudendo nel tempo ufficioso di 28'10".  

Mezza Maratona di Antrim

Vince senza peraltro entusiasmare Mo Farah: sabato l'asso inglese ha vinto la Mezza Maratona di Antrim (Irlanda del Nord) in 1h00'27" precedendo, questa sì la novità della giornata, il primatista nazionale inglese dei 5 km su strada Marc Scott, secondo non troppo distante  in 1h00'39". Non riesce al neorecordman mondiale dell'ora il compito di migliorare il record britannico (59'32") in suo possesso. Idem la gara femminile, vinta senza troppi sussulti da Lilly Partdrige in 1h11'36".

Campionati italiani aquathlon a Recco

Recco, capitale gastronomica della Liguria e pallanuotistica dell'Italia, è pronta sabato 12 settembre a vivere una giornata intensissima all'insegna dell'Aquathlon, specialità polisportiva che propone corsa, nuoto e corsa. Dal lungomare Bettolo, via strategica della cittadina ligure, si parte verso Mulinetti con una frazione di 2,5 chilometri, si ritorna sul lungomare e qui c'è il cambio per la frazione di nuoto, un chilometro e mezzo nello spazio mariino antistante la spiaggia libera recchese. Alla foine, di nuovo frazione podistica. Iscritti 200 atleti.Si inizia alle 15.

Meeting di Samorin

Trionfo slovacco nella marcia, venerdì 11 settembre, in occasione del Meeting di Samorin, che fue sede, qualche anno fa, degli Europei di cross. Nei tre chilometri del "tacco e punta" è arrivata la migliore prestazione sui 3000 metri da Miroslav Uradnik in 11'07"21 davanti al campione olimpico di Rio 2016 Matej Toth, 11'22"47. Nell'alto primo posto del bielorusso Maksim Nedosekov con 2.25, stessa misura ma penalità in meno rispetto al lituano Adrjus Grebauskas,. Nel lungo altro successo della bielorussa Anastassja Mironchuk-Ivanova con 6.70 e vento nei limiti. Nel martello uomini sorprendente vittoria del greco Hristos Frantzeskakis con 75.34. Nei 400 donne primo posto e record del meeting dell'inglese Lavial Nielsen con 51"70.

 
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Provaci ancora, Faniel!

Domani, sabato 12 settembre, Eyob Faniel, attuale primatista italiano di maratona, prova di nuovo a migliorare la migliore prestazione italiana sui dieci chilometri su strada (28'08" di Daniele Meucci). Ci prova alle 16 a Monza. Faniel, qualche settimana fa, aveva corso in 28'12" a Lens (Francia).

Un ricordo "mondiale" di Mennea a Genova

Alla faccia del clima mediterraneo della Riviera, quel giorno a Genova nevica. E' raro vedere la "bianca visitatrice" a Zena, e allora si capisce che, forse,  quella sarà una giornata speciale...I tam tam avevano annunciato un 200 metri organizzato proprio per Pietro Mennea. Anno 1983: il primo dell'edizione dei Mondiali di atletica. Sta a vedere che il grande velocista azzurro vuole lanciare un segnale in vista di Helsinki? Il singolare è che, in contemporanea, al palasport si svolge la staffetta "Dodici per un'ora", sotto l'organizzazione dei Maratoneti Genovesi. Ma non c'è invasione di pista, tutto si svolge nell'anello esterno al prezioso ovale in legno canadese, così apprezzato per le risposte elastiche. A metà pomeriggio ecco Mennea riscaldarsi silenziosamente, da solo. Nessuno osa avvicinarsi. Mentre si susseguono i cambi della staffetta, ecco lo start della gara. Mennea si fa il segno della croce, si posiziona sui blocchi. Via! La partenza, complice la curva rialzata, non è delle più felici. Ma poi accade il miracolo. Pietro si trasforma letteralmente già sul rettilineo opposto all'arrivo. Il legno canadese rimbomba. Sull'ultimo rettilineo la "freccia del Sud" si trasfigura letteralmente. Taglia il traguardo, Qualcosa fa capire che ci sarà qualcosa di grande. Ed ecco la notizia: 20"74, nuovo record mondiale indoor! Il palasport impazzisce, i cosiddetti "tapascioni" circondano d'affetto il grande campione, lo vorrebbero abbracciare, Pietro reclama un attimo di tregua. Poi lo chiamano nella sala stampa molto spartana. Lo vuole sentire al telefono Primo Nebiolo. Pietro scende i gradini, firma autografi, è disteso, quasi in uno stato di beatitudine. Record mondiale dei 200 indoor....

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