Trail del Monte di Portofino, 8 dicembre 2019

Mezza delle Due Perle, 2 febbraio 2020

I 47 anni di Haile Gebrselassie

Il prossimo 18 aprile compie 47 anni forse il più grande mezzofondista di tutti i tempi: l'etiope Haile Gebrselassie. La biografia sportiva è da Guinness: non si sa da dove iniziare. 27 record mondiali . Dal 1992 al 2004 tredici vittorie su 19 gare in pista. Dal 2001 al 2010 dieci vittorie su dodici mezze maratone.  Personali (e record mondiali a quei tempi) di 12'39"36 sui 5000 m, 26'22"75 sui 10000 m, 2:03'59" in maratona. A mio parere, forse l'unica specialità nella quale gli è mancato qualcosa...ma sarebbe ingeneroso nei suoi confronti. Migliaia gli episodi da raccontare. Giovanissimo, nel 1995 a Goteborg fa l'ultimo 200 m in 25"1 per stroncare Kalid Skah. Vince il titolo mondiale. All?Olimpiade di Atlanta (di nuovo i 10000 m) tutti si coalizzano contro di lui, ma , nonostante un secondo 5000 percorso in 13'11"6, vince ancora superando Paul Tergat! A Sydney ha un tendine malridotto ma conquista lo stesso il titolo olimpico (e sono due). Vorremo ancora vederlo correre, con il sorriso accattivante al traguardo!

"Memorie di un marciatore"

Abdon Pamich ancora adesso è un mito della marcia. Campione olimpico a Tokyo 1964, campione europeo, 40 volte campione italiano. Ha lasciato in "Memorie di un marciatore" (Biblioteca dell'immagine, 2016) ricordi, testimonianze che illustrano un grande cuore, oltre che la classe immensa entrata nell'immaginario sportivo di una città come Genova, dove vestì la maglia della Aaa (Associazione Amatori Atletica). Ancora adesso, i "vecchi" della città lo ricordano quando, alle prime ore del mattino, macinava chilometri in corso Europa. "Abbedon", come lo chiamavano affettuosamente, rammenta i primi passi fatti sotto la guida di Malaspina, il triste primo dopoguerra vissuto da esule istriano, la nostalgia per la città natale, Fiume, oggi la croata Rijeka. Quanta rabbia anche nella vittoria olimpica dei cinquanta chilometri!

"Lucièn!"....Luciano Acquarone e il 9 aprile

Nove aprile 1983. Non siamo in molti, sulla pista di Vado Ligure, un sabato pomeriggio di inizio aprile.Classica apertura di inizio stagione con l'ora di corsa. E ricomincia la solfa: Mariano Penone è già in testa dopo il primo mille (2'58"). Marco Pari non è in giornata, si fermerà poco dopo. Dopo, ci siamo io e marco Petenzi. Anche questo Marco oggi non è in grande forma. Dopo il passaggio in due in 3'05", si ferma. Tutto da solo, allora. Dopo i primi dieci minuti, di piccola trance, mi colpisce un urlo che proviene dalle tribune del "Chittolina": "Lucièn, Lucièn, forza Luciano...". Quasi quasi è un incitamento e nel contempo una sorta di incoraggiamento anche per me: mi rendo conto che Luciano Acquarone starà facendo una grande gara. Alla fine il dato è grandioso: a 53 anni "Lucièn" totalizza 18160 metri. E' un piccolo episodio nella carriera di un mezzofondista che ha scritto la storia dell'atletica master mondiale. E' stato capace, a 42 anni, di correre la maratona in 2h20'21" e di vestire la maglia della nazionale. Non ricordo più i record mondiali M40, M45, fino alla categoria M80 fra strada, indoor, mezze maratone....Oltre al mio ricordo, il mondiale M45 dei 10000 m strappato al campione olimpico Alain Mimoun una sera di ottobre del 1981 a Villa Gentile. Ebbene, c'ero anch'io...

Storia della corsa di Thor Gotaas

I capoclan delle tribù scozzesi organizzano corse in montagna sulle Highlands già nel tredicesimo secolo. Dante Alighieri nella Commedia accenna al Palio del drappo verde di Verona. "Storia della corsa" di Thor Gotaas (Odoya, 2008) è una piacevole rassegna storica di traguardi, sfide, primati. E non mancano le sorprese che possono venire dal mondo letterario, con citazioni di ultramaratone fatte da Shakespeare , o racconti navajo...Un libro che si legge tutto d'un fiato.

13 aprile 2003: mondiale di Paula Radcliffe

13 aprile 2003. Paola, fortissimamente Paola. Paula Radcliffe si avventura in un territorio nuovo per quanto riguarda lo sport in rosa. La ragazza di Nortwich entra nel trentesimo anno di età con 2:15’25” nella maratona. Succede nella London Marathon, ciliegina sulla torta di una carriera atletica ricchissima di risultati. Non ci sono questa volta mezzofondiste africane che ne sfruttino la ruota: la aiutano i keniani Samson Lopuyet e Christopher Kandie, poi Paula, con la caratteristica andatura ciondolante, è da sola e piomba sul traguardo migliorando di 1’29” il precedente record.Seconda è un’altra signora dei 42,195 chilometri come la keniana Catherine Ndereba, 2:19’55”. Il 2003 la vedrà ancora in grande spolvero a Chicago: prima anche nei Campionati mondiali di mezza maratona in Portogallo.  

L'anello rosso

La copertina del libro raffigura una scena diventata mitica per lo sport mondiale. Gelindo Bordin bacia il tartan dello Stadio di Seul dopo avere tagliato il traguardo della maratona olimpica del 1988. Il racconto "L'anello rosso" (Bur, 1989) è stato scritto proprio dal campionissimo veneto e narra la vita di un maratoneta  che, dopo sofferenze e sacrifici, riesce a trionfare alle olimpiadi. La storia si svolge in una città semidistrutta da una catastrofe nucleare e retta da un governo in persona. Chi comanda aiuta i cittadini a primeggiare , ma impone i propri sistemi e le droghe. Buona lettura!

Mario Sossi, una storia genovese- 1

18 aprile 1974. Metà anni settanta. Conosciuti anche come "Anni di piombo". A Genova un commando delle Brigate Rosse rapisce il giudice Mario Sossi. Giugno 1983: Mario Sossi è l'organizzatore della prima Stragenova, trenta chilometri da Nervi a Voltri, patrocinio de "Il Secolo Xix". In questo lasso di tempo cos'è avvenuto? "Dopo l'esperienza nel "carcere" delle Brigate Rossi- ci spiegò Mario- avevo avuto degli scompensi cardiaci. Ci vollero anni per rielaborare il trauma". Mario inizia a corricchiare per le vie di Albaro, un suo classico è il Forte di San Martino. Diventa presidente del Gruppo Sportivo Alpini. Nel 1984 la Stragenova decolla: arrivano atleti come Claudio Solone, Orlando Pizzolato, Massimo Magnani, Valter Merlo. Alain Capovani....Vita nuova.

 
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Il 2 aprile 1995 a Londra

Il 2 aprile 1995 il messicano Dionicio Ceron diventa il primo a avere vinto per due volte consecutive la London Marathon. Il primo posto è un confronto appassionante, incerto sino all'ultimo chilometro, con uno altro "crack" dello scenario mondiale come l'australiano Steve Moneghetti . In prossimità del Big Ben l'elegante mezzofondista "chicano" allunga imperiosamente e vince in 2h08'30". Steve fa appello a tutta la grinta ma cede per soli tre secondi. Completa il podio il portoghese Antonio Pinto (2h08'48"). Qualche mese dopo Dionisio sarà argento nei Mondiali di Goteborg, preceduto dallo spagnolo Martin Fiz. L'anno dopo è di nuovo lo scatenato messicano a fare tris nella ricchissima kermesse in riva al Tamigi con un millimetrico 2h10'00". Re di Londra, è il caso di dire.... 

Il potere psichico della corsa

Uscito in tempi non sospetti (era il 1978) "Il potere psichico della corsa", dell'americana Valerie Andrews, è un piacevole libro-manuale ricco di consigli riguardanti proprio gli aspetti psicosomatici del correre. Soffrite di ansia? O, peggio ancora, di attacchi di panico? Imparate a correre ascoltando i messaggi che vi manda il vostro corpo. C'è tutta una serie di esercizi introduttivi alla corsa, e non solo. E' presente una rassegna di corse rituali in culture diverse (es.:Bali) dove l'attività fisica è una liberazione della mente.

Luca Schiasselloni, medico e runner

Luca Schiasselloni è un medico di Rapallo impegnato in prima linea nella lotta al coronavirus. Luca è anche runner e triathleta di buon livello.Riportiamo l'intervista fatta da Silvia Pedemonte sul "Secolo XIX" di venerdì 3 aprile.

Marco, non mollare!

Marco Pari oggi, 3 aprile 2020,  compie 62 anni. Non si sarebbe certo immaginato di trascorrere un compleanno all'Ospedale. Ma sta combattendo alla grande con un'antagonista certo più subdolo e cattivo di un mezzofondista. E ce la farà, lo sappiamo, tirando fuori le energie proverbiali delle sue volate. Quelle che ci sono rimaste nel cuore. Quelle che ci spingono a dire: "Forza Marco!". La sorella Stefania dice che gli incitamenti (anche virtuali) gli fanno un gran bene.

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