Quella era l’epoca dei frontman, dei mezzofondisti che scandivano il ritmo da soli, in testa dal primo metro. Così è anche il 25 ottobre 1981 a New York. Il favorito è l’americano di origine cubana Alberto Salazar, che vanta un background di tutto rispetto nei 10000 (27’35”) e ha già vinto a sorpresa l’anno prima.Con la mitica canottiera dell’Athletics West Alberto passa in 15’06” ai primi cinque chilometri, seguito dal messicano Rodolfo Gomez, dallo stakanovista scozzese John Graham ( tre allenamenti al giorno) e dall’inglese Hugh Jones. Al 20° chilometro Salazar passa in 1h00’53”: qualcuno inizia a sperare in un tempo finale addirittura da 2h07’00” (siamo nel 1981!). Gomez , dopo metà gara, “spara” un 2000 in 5’48” ma Salazar sembra impassibile. Non batte ciglio, e addirittura copre per vincere in 2h08’13” con gli ultimi dieci chilometri in 29’49”. L’attuale direttore tecnico azzurro, Massimo Magnani, chiude al 16° posto in 2h14’27”. Il tempo di Salazar sarebbe la nuova migliore prestazione mondiale, ma un’attenta misurazione richiesta dalla Iaaf farà crollare le braccia agli organizzatori: il percorso risulta più corto di 150 metri! Ecco i passaggi del “non record” di Alberto Salazar, attuale allenatore di Mo Farah:km 5- 15’06”; 10- 30’24”; 15- 45’41”; 20: 1h00’53; metà: 1h04’10”; 30- 1h30’41”; 35- 1h45’54”; finale: 2h08’13”. Ecco la classifica maschile: 1° Alberto Salazar (USA) 2h08’13”; 2° Jukka Toivola (Finlandia) 2h10’52”; 3° Hugh Jones (GBR) 2h11’07”; 4° Nick Drawn (GBR) 2h11’07”; 5°  Ryszard Marczak (Polonia) 2h11’35”. Eravamo nel 1981………