Gianni Poli festeggia quasi il suo compleanno vincendo la Maratona di New York del 1986. Proprio così: la Grande Mela celebra i 42,195 chilometri più popolari al mondo con tanti partecipanti e mezzofondisti di livello mondiale il 2 novembre, mentre l’allora primatista italiano (primo a scendere sotto le 2h10’00” nella storia tricolore della specialità) compirà 29 anni il 5 dello stesso mese. E dire che l’ex operaio dell’Idraulica Bonomi di Lumezzane, Brescia, Val Trompia, non partiva favorito. Un nome solo, ma bastava quello: Robert De Castella. L’australiano aveva vinto nel mese di aprile la Maratona di Boston con 2h07’51” con tattica incredibile, in testa dal primo all’ultimo chilometro. Credendoci con caparbietà. Ma non c’era solo De Castella in pole position, c’erano anche Orlando Pizzolato, due volte re della gara, e il gibutiano Djama Robleh (2h08’08” di personale). E invece…” De Castella è stato regolare nella prima metà e io sono rimasto con lui…..Mi sono messo alle sue spalle sulla salita del Queensboro Bridge e l’ho visto faticare nel momento in cui invece le mie gambe giravano da sole…Il passaggio al trentesimo chilometro (1h31’08”) mi ha dato la dimensione vera del ritmo”- sono le dichiarazioni di Gianni a “Correre” del gennaio 1987, del quale vedete la copertina-“ Io stavo bene, De Castella era in difficoltà…Ho sentito mia la vittoria quando sono passato sopra la striscia del quarantesimo chilometro; lì, però, dall’emozione, le gambe sono diventate pesantissime. Gli ultimi metri, sono sincero, sono stati duri, anche perché nessuno dice mai che l’arrivo, a New York, è in salita”. Quel giorno Domenica in in Italia si collega e rende Gianni Poli popolare: tanti anni di sacrifici e chilometri sono ripagati con fama e le luci dello spettacolo. L’azzurro vince in 2h11’06” e secondo arriva, sorprendentemente, il polacco Antoni Niemczak, che poi verrà squalificato per doping. Così il secondo posto va a De Castella, portato a braccia dopo l’arrivo, in 2h11’43”.  Terzo è Orlando Pizzolato in 2h12’13”.