10 giugno 1981. Fa caldo a Firenze, su una pista che, attualmente, va verso l’obsolescenza. Ma alle 23 l’afa toscana si smorza. Sebastian Coe è già famoso per avere vinto il titolo olimpico  a Mosca sui 1500. Ma non è ancora sazio di  record. La sua gara? Gli 800 m. E’ uno di quegli anni nei quali iniziano a fare comparsa le lepri. Il primo giro fa intuire che la giornata sarà memorabili: il keniano Billy Konchellah passa in 49”7. A quel punto l’unico che prende il comando non può essere che lui, l’elegante Sebastian , che  conserva il ritmo degli ultimi 200 m. Un piccolo cedimento sull’ultimo rettilineo non lo priva di un’immensa gioia: 1’41”71, nuovo record mondiale! Seb migliora…il se stesso di 1’42”4 ottenuto a Oslo il 5 luglio del 1979. Esemplare la distribuzione dello sforzo ogni 200 m: 24”4-25”3-25”3-26”7. Ci vorranno altri 16 anni prima che il keniano naturalizzato danese Wilson Kipketer faccia meglio con 1’41”24. Un tempo che alza l’asticella verso scenari impensabili dei due giri. Paolo Rosi, in diretta sul primo canale Rai, è emozionato nell’intervistarlo. Coe risponde con una semplicità e una classe che resteranno memorabili. Come i suoi tempi, del resto…

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