Dalla città del Barocco meridionale (Lecce) a Castellaneta di Bari, famosa per avere dato i natali al Grande Seduttore (Rodolfo Valentino). Un viaggio nel Profondo sud, in un paesaggio che ha alternato i rilievi calcarei del Tavoliere  alle cavità e alle grotte di Castellana e i Trulli di Alberobello. Il paesaggio che fa da scenario-placebo a una delle ultramaratone più famose in Europa: la Race Across Apulia di 287 chilometri. Partita sabato 1 giugno, la gara si è conclusa “alla fine della notte”. Vengono in mente reminescenze di pezzi rock di Springsteen , ma non ditelo a Vincenzo Tarascio, genovese di 60 anni che ha nel curriculum esperienze granitiche, verrebbe da dire, avventure come la terribile 48 ore indoor di Brno. Vincenzo affronta gare del genere senza retorica, con una filosofia Zen di corsa che è una difesa contro la stanchezza immane, il sonno, la sete.  La gara si è conclusa lunedì 3 giugno alle prime luci del mattino a Castellaneta, e primo, in prossimità della statua di Rodolfo Valentino, è stato Marco Cislaghi in 46h53’14”. Dopo un minuto è giunto Tarascio, tesserato da un anno per l’Atletica Due Perle. Più che di gara si è trattato di un’esperienza podistica condivisa a due, affrontando l’intenso primo caldo pugliese, poi le tenebre delle notti. In due , parlando, magari avranno scacciato il turbinìo dei pensieri riciclati in adrenalina pura. E allora, Vincenzo, scriverai un libro tipo “La vita è sogno” di Calderon de la Barca? No, al traguardo hai semplicemente sorseggiato una birra, come ha sottolineato la compagna Chiara Pitzalis, che lo assiste nelle imprese. Lo Zen è l’arte dell’ultramaratona…

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