“Time loves a hero”, cantavano i Little Feat  verso la fine degli anni settanta.E allora, per entrare nella storia, basta un 5000 m iniziale nella Maratona di Boston per essere citati in eterno.16 aprile 1990: per spaventare il campione olimpico Gelindo Bordin, Juma Ikangaa, tanzaniano, autore di performance terribili sul filo di 2h08’00” , passa in 14’11” nei primi cinquemila metri della classica americana insieme con il keniano Kipkemboi Kimeli, che due anni prima, a Seoul, aveva sfidato Antibo sulla pista di Seoul. I due accumulano un vantaggio enorme con un passaggio folle: addirittura fanno pensare a un tempo da 2h00’ e pochi. Non finirà così: i due verranno ripresi crudelmente, sulla Heartbreak Hill, verso il trentesimo chilometro , da Gelindo, che trionferà in 2h08’19”, nuovo record italiano. Kipkemboi si ritirerà, Ikangaa chiuderà secondo in 2h09’52”. Un tentativo folle in una gara reale, non aziendale….