Il 3 ottobre 1933 nasce a Fiume (l'attuale Rijeka croata) Abdon Pamich. Conosce, fin da piccolo, la triste sorte degli italiani in Istria, prima oppressi dal regime nazifascista, quindi vessati dai partigiani di Tito. A 13 anni Abdon scappa avventurosamente su un treno e va a raggiungere il padre a Milano. Poi si trasferisce, con il resto della famiglia, a Genova. Conosce per caso Michele Autore, professore di educazione fisica, e inizia a marciare sul campo di corso Montegrappa sotto la guida di Giuseppe Malaspina. Memorabile la frase di Malaspina dopo la prima sconfitta in una gara cittadina: "Vedrai che fra qualche tempo quello là, il vincitore , non ti vede nemmeno".E' una profezia: nella memoria collettiva genovese sono entrati i mitici allenamenti di “Abbedon” dal campo della Nafta (l'attuale Carlini di San Martino) verso Sturla, Quinto, Nervi, fino a Recco e anche a Uscio alle sei del mattino. Tempi pionieristici, anni nei quali Pamich butta le fondamenta verso la prima affermazione agli Europei di Belgrado: come vincitore della cinquanta chilometri viene invitato al ricevimento delle rappresentanze estere proprio dal maresciallo Tito..Memorabile l'Olimpiade di Tokyo 1964, quando, pur costretto a una sosta per necessità fisiologiche, rimonta l'inglese Nihill e vince l'oro strappando il filo di lana con le mani: "..Non con rabbia, come qualcuno interpretò , ma quasi a volergli dire: "Questa volta ti ho acchiappato anche se hai tentato di sfuggirmi di nuovo". Sabato 23 febbraio il grande campione verrà premiato nella sala consiliare del Comune di Recco, cittadina genovese alla quale è molto legato. Qualche anno fa è uscito il libro : "Abdon Pamich- Memorie di un marciatore", Edizioni Biblioteca dell'immagine, luglio 2016,  14 euro (prefazione di Bruno Pizzul). Il curatore, Roberto Covaz scrive: "Questa è la storia di Abdon Pamich, il campionissimo dal sorriso triste e dal cuore colmo di nostalgia per la sua Fiume".