Albert Camus sosteneva come uno scrittore vero dovesse avere uno stile. Ebbene, il genovese (e genoano) Stefano Pampuro lo possiede.Così,  il libro dedicato alla “generazione di fenomeni” dei maratoneti spagnoli a cavallo degli anni novanta è una piacevole sorpresa. Il libro è a metà strada fra il reportage e un’opera di narrativa. Le interviste ai grandi della maratona come i pluricampioni mondiali Abel Antòn , Martin Fiz e a Julio Rey, tanto per citarne alcune, sono  interessanti, perché originali, vere, e consentono di fornire spaccati della realtà spagnola. Così lo “spaesamento” di Pampuro e Rey a contatto con la realtà isterica, quasi frenetica degli “yuppies” incravattati della Madrid “da bere” è reale, rispecchia quel senso di beata solitudine che accompagna i grandi maratoneti. Maratoneti grandi anche nelle piccole cose, nell’offrire subito qualcosa da mangiare, magari una cerveza, al prode Estefano. Pampuro ha corso, corre,  ama il running, ma non tedia  il lettore con racconti ormai triti e ritriti di adrenalina durante la corsa, di “nirvana” e via discorrendo. Qui si parla di campioni veri e di uomini veri che hanno avuto sempre un forte legame con il territorio delle Sierre, delle Mese , dei boschi di Soria, dove i ragazzi che avevano sogni sono tornati campioni mondiali magari nell’incredulità dei tabloid inglesi, come il giorno dopo la vittoria di Fiz davanti al messicano Dionisio Ceron a Goteborg’95. Un libro ricco di aneddoti, incontri, che si legge tutto d’un fiato, dal quale traspare l’amore verso la corsa. E non solo.  

Stefano Pampuro- Storia di una generazione che ha dominato la maratona- Ulrta Sport

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