La Maratona di New York è anche la storia di una fuga pazzesca, fin dal primo chilometro, nel corso di un temporale che flagella la metropoli. E’ un inglese poco conosciuto, Geoff Smith, che interpreta la corsa nella Grande Mela alla vecchia maniera: testa bassa e spingere fin dal primo chilometro. 23 ottobre 1983. Smith a metà gara ha un vantaggio di due minuti sul tanzaniano Gidamis Shahanga e sull’ex miler Rod Dixon, neozelandese, assai noto sulle distanze più brevi. Ma a poco a poco il margine si assottiglia: Smith è esausto all’ingresso del Central Park , ma ha ancora un centinaio di metri. Il dramma si consuma proprio a 200 m dal traguardo. Dixon affianca Smith e lo supera, giungendo sul traguardo in 2h08’59”, record della corsa. Smith stramazza al suolo ed è secondo in 2h09’08”. La maratona sa essere crudele….