Hai capito, Andrea? So che non è un modo corretto di rivolgersi a un amico, ma parlavamo così. Come tra due amici. Domenica 4 novembre scaleremo le salite dei Camaldoli e dintorni per farti un piccolo omaggio. Cosa fai, ti metti a ridere? Ti raccontavo storielle e aneddoti sul pazzo mondo dei podisti anche per farti andare più piano, perché starti dietro anche durante il “lungo lento” era un’impresa…..Ne è passato del tempo. Ma ricordo tutto come fosse ieri, forse perché i vecchi ricordano meglio le cose passate. Come quando entrò in ufficio tua madre a dirmi: “Gli dia dei consigli…..”. E quali consigli ti potevo dare? Correndo, quando il pulsare del sangue e dei pensieri era fluido, mi permettevo di precisare qualcosa. Il discrimene fra il male e il bene? Parole grosse, dài! Forse, così distanti per comportamenti, carattere, età, ci sentivamo “figli di una vecchia canzone” (come cantava Antonello Venditti). Un fratello (mancato) minore? Forse. Ma eravamo tuoi fratelli maggiori, tutti i tuoi amici di corsa, perché ti abbiamo capito. E accettato. E invidiato per i tuoi tempi da grande mezzofondista.E ancora adesso  continuo a raccontare barzellette mentre corro, sai?