Remo Musumeci, nel libro : “La sfida di Maratona”, descrive così il finale di Dorando Pietri nella Maratona di Londra: “  (Dorando)…avanza con azione scomposta in preda a una crisi spaventosa, muove le gambe meccanicamente, come un automa. Lo stadio ammutolisce. Nella pista di carbonella svolta a destra anziché a sinistra. Cade una prima volta, proprio davanti alla tribuna coperta, privo di sensi. Viene rialzato e incitato a proseguire. Cade una seconda volta appena superata la prima curva e poi una terza volta, a metà curva e viene nuovamente aiutato . Gli bagnano il corpo per rinfrescarlo, sembra che stia per morire. Cade la quarta volta all’inizio del rettilineo davanti alla tribuna reale, poi una quinta volta a pochi metri dal traguardo. Lo aiutano ancora a rialzarsi e il megafonista lo sorregge mentre taglia il traguardo. Intanto nin pista entra John Hayes”. Dorando vince in 2h54’46” davanti all’americano Hayes, 2h55’18”. Ha impiegato 9’46” per percorrere 195 metri finali.