Quattro lauree dopo la carriera sportiva (Scienze Politiche, Legge, Scienze Motorie, Lettere), due libri che sono la “summa” di una : “ ..Vita da vivere.. Intensamente. Come gli allenamenti fatti con Vittori (lo chiamava “professò”-ndr). All’insegna di dedizione, passione, costanza. Perché vanno fatti così”. Mennea ha un gran tifoso. Sentite: “ E’ Josè Mourinho. Ha voluto conoscermi. Dice che gli italiani non amano il calcio? Lui ama l’atletica italiana. Mi fa degli sms. Dice che la passione per l’atletica gli è nata quando i suoi genitori, nel 1974, gli regalarono un libro sulle mie imprese. Gli piacciono gli sport fatti con  passione e dedizione, applicazione.

Un’altra mia fan è sempre stata Mina. E’ molto competente in atletica”. Come non amare uno dei pochi a infrangere la supremazia Usa nella velocità?: “ Qualche giorno dopo il record mondiale dei 200 a Città del Messico (sul quale ha scritto “19”72 il record di un altro tempo, prefazione di Gianni Minà”-ndr)  Il grandissimo Muhammad Alì vuole conoscermi. Vado a trovarlo e mi dice con stupore: “ Ma tu sei bianco!”.

Anche in questi episodi sta racchiuso il mito della “freccia del sud”: “Se tornassi indietro? Mi allenerei non cinque ore al giorno, ma otto ore al giorno, anzi sedici ore! Non rinnego quello che ho fatto. Una volta Vittori mi mise al traino di una vespa per degli sprint  a Formia. Fra una ripetuta e l’altra  bevevo a una fontana. Un’altra volta arriva alla Scuola dello Sport Steve Williams, velocista americano in auge a quei tempi, e mostra al professò i programmi di allenamento settimanali. Resta sconvolto perché lui gli dice: “ Questo Pietro lo fa in un giorno”.

Poi arriva il campione europeo dei 400 metri David Jenkins. Chiede di allenarsi con noi. A metà della prima uscita si era stirato. Io in 20 anni di allenamenti non ho mai avuto uno strappo”. Ricordi di un’atletica grandissima, quella di Sara Simeoni, Alberto Cova: “La ricetta per l’atletica italiana? “Hai da zappà”, dicono in Puglia. Lavoro e solo lavoro. Applicazione. Alla fine il lavoro paga.E il bacino per valorizzare gli eventuali Andrew Howe c’è eccome”.

Qualche anno fa Pietro aveva abbracciato la carriera politica: “ Ma non sono certo fatto per certa politica. Mi sento di più un difensore dei diritti del cittadino. Prendiamo, ad esempio, la grandeur di certe proposte politico sportive come la candidatura alle Olimpiadi di Roma. Siamo certi che poi i cittadini non ne paghino pesanti conseguenze ? Ieri ho visto Annozero e la situazione drammatica della Grecia. Pensate forse che non si siano pagate le conseguenze dell’indebitamento causato da Atene 2004?”. Ricorda e rifletti bene con rabbia, grande Pietro…..