Il 1 agosto 1980 Mosca ospitava la maratona della rispettiva Olimpiade, con un percorso che toccava il Cremlino, i lungo Moscova, fino all’arrivo trionfale allo Stadio (chiamato allora) Lenin. La Russia si chiamava ancora Unione Sovietica: in seguito all’invasione dell’Afghanistan Stati Uniti e parecchi paesi decisero di boicottare la rassegna. Non c’era ancora la maratona femminile: vinse l’allora tedesco est Waldemar Cierpinski e l’italiano Massimo Magnani giunse ottavo. Qualche giorno dopo (era il 15 agosto) nasceva a Genova Emma Quaglia, da papà impiegato e mamma titolare di un negozio di parrucchiera: proprio Massimo Magnani , in veste di commissario tecnico, l’ha scelta per la maratona dei mondiali di Mosca in programma il 10 agosto. Corsi e ricorsi: “Eh si- sottolinea l’azzurra- solo che Magnani andava davvero forte, riuscendo a correre in 2h11’, io non voglio pensare alla gara per scaramanzia…”. Emma è molto popolare a Genova e non solo: ha vinto migliaia di gare su strada, nel novembre dell’anno scorso ha vinto scetticismi chiudendo in 2h28’15” alla Maratona di Torino e ipotecando così la convocazione ai mondiali: “Non so più quanti chilometri ho fatto in questo periodo a Saint Moritz. Tirate da 35 chilometri insieme con Valeria Straneo sotto il sole cocente. Quest’anno ho fatto poche gare (tra le quali il record personale alla Stramilano con 1h12’35” sulla mezza maratona-ndr) per presentarmi nella forma giusta per questo appuntamento così importante”. E vediamolo, questo percorso: “E’ un circuito abbastanza pianeggiante fra lo Stadio e la Piazza Rossa. Tre giri. Un problema è rappresentato dall’orario di partenza: “Si parte alle 14. Farà molto caldo”. Al via grandissime atlete come la favorita, la campionessa olimpica Tiki Gelana (Etiopia), mezzofondista statuaria dalla classe immensa, poi le keniane, le giapponesi. L’Italia si affida a Valeria Straneo e a questa ragazza dal cuore immenso, capace, alla soglia dei trenta anni, di capire che la sua strada era rappresentata dalla maratona, non più dai tremila siepi, dove aveva collezionato maglie azzurre e primati. Cresciuta al Cus Genova sotto la guida di Sergio Lo Presti, attualmente si fa seguire dal lombardo Claudio Berardelli dello staff di Gabriele Rosa. “Il luogotenente di Berardelli a Genova è il mio fidanzato Luca (Luca Campanella, uno dei big del mondo su strada genovese-ndr), che mi aiuta in allenamento e mi sta sempre vicino”. Laureata in medicina, quest’anno ha scelto la strada non facile del professionismo sportivo: “Una scelta impegnativa.Quando mi alleno due volte al giorno non trovo molto spazio per uscire la sera. Di solito vado a dormire alle dieci. Tornando a Mosca, spero di classificarmi nelle prime trenta. Si correrà più per il piazzamento, che per il tempo”. Ma noi siamo abituati ai finali intensi della ragazza di Albaro : “Spero di raccogliere cadaveri nel finale, a meno di non essere un cadavere io”, dice con autoironia Emma, che può vantare un bel numero di “Quaglia fan club” a Genova: “Lassù mi seguiranno papà e Luca. Quest’anno sono l’unica genovese ai mondiali, dopo l’infortunio di Abate e la rinuncia della Salis. Incrociamo le dita”. Forza Emma, domenica 10 agosto tutta la Genova che corre  sarà davanti al video…..