Emma Quaglia si è piazzata al nono posto della Maratona di Parigi in 2h35'51". Il piazzamento è di prestigio, visto che la cussina è stata la prima europea (e seconda non africana, preceduta in questo dall'australiana Sarah Klein, nona in 2h34'03"),  e tecnicamente rappresenta un passo in avanti rispetto alla prestazione della Due Perle di qualche settimana fa.E' un peccato che non sia arrivato quel crono di 2h30' che probabilmente l'avrebbe accompagnata fino all'Olimpiade di Rio de Janeiro. La gara non è stata facile: sotto un cielo coperto, lasciate partire avanti le favorite keniane e etiopi, Emma ha fatto segnare 1h15'52" a metà, responso che era in linea con una prestazione attorno alle agognate 2h30' finali. Negli ultimi chilometri, però, un calo di ritmo ha appesantito il ritmo dell'azzurra, che comunque, con la grinta proverbiale, ha chiuso in 2h35'51". Un responso di assoluta dignità, con un piccolo miglioramento rispetto alla Maratona di Firenze dello scorso novembre. Quaglia, comunque, è riuscita a essere la prima europea all'arrivo, precedendo anche una maratoneta illustre come la keniana Marta Komu: per la cronaca il primo posto è andato alla keniana Visiline Jepkesho (2h25'53") davanti alle etiopi Gulume Chala (2h26'14) e Dinknesh Tefera (2h28'12"). Fra gli uomini il successo è andato al keniano Cybrian Kotut in 2h07'11",