"La prima uscita sarà la Mezza Maratona delle due perle, poi gareggerò nella Maratona di Parigi il tre aprile". Un pensiero a Rio de Janeiro sulla maratona?: "Non ci penso. Cerco di vivere la corsa su strada passo dopo passo. Al ritorno dallo stage in Kenya ho avuto un malanno e ho dovuto saltare la mezza maratona di Verona, che sarebbe stato il mio esordio stagionale.Certo, partecipare all'olimpiade sarebbe un sogno". Emma Quaglia venerdì 4 marzo si è sottoposta volentieri, con la disponibilità e la simpatia che la contraddistinguono, alle molte domande di appassionati in occasione della serata organizzata da Claudio Vassallo (maestro di cerimonie) e Stefano Vernocchi e Sauro Ivani  (la parte tecnica) in un locale della centralissima piazza della Vittoria a Genova. Letteralmente stipata la sala: si è andati avanti fin quasi alle 24 con tante domande di carattere tecnico: "Un lavoro tipico di qualificazione? Venti volte i 400 m in 1'16" con 400 m a 4'00" al km di continuo". Una specie di "variato"…Ecco una giornata tipica in Kenya: "Sveglia alle 5 per il primo allenamento impegnativo della giornata: fartlek o corsa media. Di solito lo faccio a stomaco vuoto. Riposo, e poi verso sera un altro allenamento più blando". Emma si allena 12-13 volte la settimana. "Psicologicamente trovo utile cambiare località di allenamento. Ricordo un lungo fatto con Valeria Straneo a Alessandria poco prima della maratona dei mondiali di Mosca…praticamente avevamo riprodotto le condizioni di clima caldo umido che avremmo trovato a Mosca".